Non AAMS scommesse in Italia 2026: nessuna concessione, nessun RUA, nessuno sconto
Sul mercato italiano «non AAMS» non è una categoria di prodotto: è una descrizione di stato. Un sito di scommesse non AAMS — che il mercato chiama anche non ADM, estero o straniero — è un bookmaker che raccoglie giocate in Italia senza la concessione per il gioco a distanza. Nient’altro, e la differenza tra le due cose si conta in denaro. Chi gioca su un operatore con concessione ADM (ex AAMS) lascia le sue impostazioni di limite dentro un conto che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli supervisiona, e che risponde davanti a un giudice italiano. Chi gioca fuori lascia le stesse impostazioni dentro un’azienda che nessuno qui controlla, su un dominio che può sparire dalla sera alla mattina sotto un’ordinanza di inibizione, con il conto e il saldo dentro. Il messaggio promozionale dice che fuori si trova di più: più quota, più bonus, meno domande. Il conto del giocatore dice altro, e questo pezzo prova a farlo con i numeri che si possono leggere.

30 Ottobre 2026 — dati verificati sull’elenco dei concessionari e sui siti inibiti pubblicati da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), sui termini e condizioni degli operatori e sulle schede dei loro servizi di scommessa.
Indice dei contenuti
- Che cosa guardare davvero quando si cercano scommesse fuori dal circuito AAMS
- I criteri con cui sono stati scelti i dieci operatori di questa panoramica
- La normativa sulle scommesse non autorizzate: inibizione, sanzioni e chi paga il conto
- Bonus scommesse non AAMS e bonus bookmaker: che cosa cambia per chi cerca un’offerta
- Quanto costa davvero un’offerta: il conto che nessun bonus in vetrina mostra
- Prevenzione e tutela del giocatore: gli strumenti che fuori dal circuito non esistono
- I dieci bookmaker con concessione ADM messi a confronto, uno per uno
- Quanto deposito e quanto posso perdere: la matematica del limite
- Domande frequenti su siti non AAMS, concessione ADM e tutele
Che cosa guardare davvero quando si cercano scommesse fuori dal circuito AAMS
La ricerca «non AAMS» nasce da una frustrazione precisa e legittima: il giocatore vuole una quota migliore, un mercato che qui non trova, un bonus che non gli chieda mezzo documento. Le tre cose esistono davvero fuori. È il prezzo che non sta nella pubblicità.

Il primo costo è l’arbitro. Una concessione italiana non è un bollino decorativo: è l’esito di una gara pubblica, con requisiti di capitale, un piano di investimenti e una durata, che il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 mette nero su bianco. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’articolo 15, comma 1 aggiunge gli obblighi di tutela: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Chi sta fuori da questo perimetro non ha nessuno di quegli obblighi, e non li ha perché nessuno glieli ha scritti.
Il secondo costo è la geografia. Un titolo estero — Curaçao, Malta, Anjouan — in Italia non vale niente. Non è una concessione italiana con meno prestigio: è un documento che nel nostro ordinamento non ha titolo per far raccogliere giocate, e che non si converte in una tutela in più per il giocatore italiano. Il mercato lo dice in modo più brutale: fuori dal circuito ADM il conto è «non tutelato», e vale la pena leggere la parola per quello che è.
Il terzo costo è il tempo che si perde a distinguere. Il panorama che si incontra cercando «siti esteri» è pieno di nomi che suonano familiari — marchi internazionali conosciuti in mezza Europa che in Italia semplicemente non figurano tra i concessionari. Al 25 ottobre 2026 nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non compaiono, tra gli altri, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Questi nomi restano sullo sfondo, non in una recensione: un marchio che si vede citato ma non valutato è una nota a piè di pagina, non un’opzione.
I criteri con cui sono stati scelti i dieci operatori di questa panoramica
Prima di guardare chi c’è, va detto con quali occhiali si guarda. Nessuno di questi criteri è originale, e va bene così: sono gli stessi che servirebbero al giocatore se avesse sotto mano l’elenco giusto e un pomeriggio libero.
Il primo filtro è la concessione per sito, non per azienda. L’elenco di ADM letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e lo stesso vale per i gruppi che stanno dietro più marchi. È una distinzione che conta, perché la concessione non si estende per simpatia da un marchio all’altro.
Il secondo filtro è un limite dell’elenco stesso, ed è la parte che nessuna pagina promozionale scrive. Nell’elenco non c’è una colonna dei giochi: un concessionario può avere diritto a scommesse, poker e skill games, giochi di casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Stare nella lista non dimostra quindi che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il palinsesto che ci trovi dentro. Un nome in classifica, di per sé, non è una concessione e non è nemmeno una prova di avere il prodotto che cerchi.
Il terzo filtro è che le schede seguono quello che gli operatori dichiarano. Ogni card riporta il numero di concessione e la società concessionaria, e su quel campo si può verificare tutto. Quello che un operatore scrive nei propri termini ha valore di dichiarazione, non di certificazione: se un termine non è nella sua pagina, quel termine non esiste per questo pezzo.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul soggetto |
|---|---|---|
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app consente scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con la funzione Cash Out |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe europee, con oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione chiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; l’autoesclusione è per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Per aprire il conto rimanda all’identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
Due colonne su tre sono granitiche, la terza è una fotografia: quello che leggi nella terza è quello che l’operatore racconta di sé, e le differenze tra le righe sono più informative delle somiglianze. Sisal vende volume, Betsson vende varietà di mercato, SNAI e Planetwin365 vendono la sensazione di avere tutto a portata di clic, Eurobet vende perfino le elezioni. Un dato curioso: la concessione di Eurobet Italia convive con Bwin.it e giocodigitale.it, tre vetrine e un solo titolo. È la struttura normale di questo mercato, e spiega perché conviene controllare sempre la società e non il marchio.
La normativa sulle scommesse non autorizzate: inibizione, sanzioni e chi paga il conto
Qui il conto smette di essere metaforico. Il meccanismo che tiene fuori i siti non autorizzati ha una base precisa: l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. ADM blocca siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.
Come funziona in pratica: ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina con un’avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 il reindirizzamento punta a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il blocco lavora a livello DNS, e questo è il punto che riguarda il giocatore. Significa che il dominio sparisce, non che l’azienda sparisce. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ogni volta, e gli specchi dei siti oscurati ricompaiono nel giro di ore. Per il giocatore la conseguenza è doppia e sgradevole: il sito che si apriva ieri oggi può restituire una pagina di avviso, e il conto che ci stava dentro non ha una sede italiana a cui presentare una richiesta.
Le sanzioni non colpiscono solo chi offre. L’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Lo stesso articolo prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore è non confermata.
Poi c’è il pezzo che nessuno si aspetta in una pagina sulle scommesse, e che ADM ha messo per iscritto il 28 febbraio 2024. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che conta per chi legge — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un singolo giocatore non sono noti, e la regola va letta per quello che è: un’esposizione di diritto penale che ADM stessa nomina. Nella stessa nota l’Agenzia ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Il quadro fiscale completa il conto, e va preso in due pezzi separati perché separati sono. Dal lato dell’operatore, l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre i virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Dal lato del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa specializzata parla di somme «tassate alla fonte», di importo netto ricevuto e di nessun obbligo dichiarativo. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista.
Sul fronte opposto la differenza è di metodo, non di sfumatura. Con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 l’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta applicata e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va presa per quello che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Bonus scommesse non AAMS e bonus bookmaker: che cosa cambia per chi cerca un’offerta
La parola «bonus» merita una pagina a parte, e qui ne merita una sezione, perché è la ragione per cui molta gente finisce fuori dal circuito ADM. La prima cosa da mettere in chiaro è giuridica: il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione.
Attenzione alla differenza che quasi tutti confondono: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un operatore con concessione può avere un bonus di benvenuto; quello che non può fare è reclamizzarlo come si reclamizza una merendina. E qui sta la fine del vantaggio immaginario del «bookmaker non AAMS»: non esiste un tetto statale ai bonus, non esiste un tetto statale ai requisiti di puntata, quindi non esiste nemmeno il contraltare per cui fuori si trova un’offerta più generosa perché è più libera. Non c’è nessuna legge da aggirare che renda l’offerta estera strutturalmente migliore; ci sono solo termini e condizioni che l’operatore scrive da sé, senza un’autorità italiana che glieli approvi.
Una nota sull’applicazione della sanzione. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Il decreto stesso, d’altra parte, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il gioco, in altre parole, può dire quello che serve a proteggere il giocatore e non quello che serve a portargliene un altro.
Chi cerca «senza deposito» cerchi anche la parola chiave del problema: se un’offerta non richiede un deposito, da dove vengono i soldi che si giocano, e a quali condizioni si trasformano in un prelievo. La risposta sta sempre nei requisiti di puntata e nel prezzo minimo di quota accettato, che ogni operatore scrive nei propri termini. Non è una questione di fede: è una lettura.
Quanto costa davvero un’offerta: il conto che nessun bonus in vetrina mostra
Ogni bonus ha dentro un conto che l’operatore non mette nel banner. Qui l’esempio è dichiarato come tale: un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e lo gioca una volta sola, su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato: è un’illustrazione per far vedere dove finiscono i soldi.
Su un mercato a due esiti con quelle quote, la quota di payout — la parte di tutto il giocato che il mercato restituisce — è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %. Il margine del bookmaker è quel che resta: intorno al 5 %. Detta in modo utile: di ogni euro che gira su quel mercato, circa cinque centesimi non tornano mai indietro, e ci tornino o no dipende da come è scritto il palinsesto, non dalla fortuna del giocatore.
Applicato all’esempio: 100 € di giocate su un mercato con margine del 5 % costano in media intorno ai 5 €, che diventano una banda realistica tra i 4 e i 6 € quando si tiene conto della variabilità del campione piccolo. Se l’offerta è un bonus con requisiti di rigioco, la stessa aritmetica si moltiplica per il fattore di puntata che l’operatore fissa, e il costo medio di chiudere il bonus è la parte che il banner non mostra. Qualche numero concreto di casa aiuta: il margine c’è sempre, e la sua grandezza dipende dal mercato e dalla manifestazione, non dalla generosità del bookmaker.
Questo è il vero costo dell’angolo «non AAMS». Un’offerta fuori circuito può avere requisiti più bassi, come può averli più alti: nessuno glieli controlla. Dentro il circuito, invece, il giocatore ha dalla sua un tetto di tempo, di spesa e di perdita che sceglie lui, e una pagina ADM che mette in fila i concessionari uno per uno.
Prevenzione e tutela del giocatore: gli strumenti che fuori dal circuito non esistono
Gli strumenti che seguono non sono gentilezze commerciali: sono la parte di legge che ADM mette come condizione per stare nel mercato italiano, e sono esattamente la ragione per cui vale la pena restare dentro il perimetro.

Il primo è il limite di deposito scelto in registrazione. La legge lo colloca all’articolo 15, comma 1, lett. b): i limiti sugli importi depositati in un periodo definito sono fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM. In pratica il giocatore se lo sceglie da sé, e la scelta ha un comportamento preciso: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo si aspetta. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è nota.
Il secondo è il Registro Unico degli Autoesclusi. Il RUA, istituito nel 2018, è un registro centrale: l’autoesclusione registrata al suo interno si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e copre anche le sale fisiche. La funzione è quella di un interruttore generale, non di una porta che si chiude in una stanza sola. Vale la pena dirlo senza giri di parole: un sito senza concessione non è collegato al RUA, e quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. La cosa più insidiosa è che l’autoesclusione è il momento in cui una persona sta peggio, e quel momento è anche quello in cui il circuito non autorizzato è più facile da trovare, perché non chiede registrazioni verificate e non risponde a un registro.
Il terzo è l’identificazione. Un conto di gioco richiede un’identificazione piena, e gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; Goldbet passa anche dal CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi vengono bloccati, come indicano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori propongono.
Il quarto è la trasparenza sul tempo e sulla spesa, all’articolo 15, comma 1, lett. a) e c): autolimiti su tempo, spesa e perdita, più messaggi automatici su durata e spesa. Il quinto è l’obbligo informativo dell’articolo 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il sesto è un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Sui pagamenti, l’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 descrive i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabacchi, ricevitorie), che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Tra le soluzioni che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la materia è aperta, e nessuna norma che nomini strumenti approvati è nota.
Chi cerca una scorciatoia «non AAMS» per evitare il documento o il limite di deposito dovrebbe vedere la stessa cosa da un’altra angolazione: quelle due richieste sono il prezzo della reversibilità. Sono la ragione per cui, se le cose vanno storte, esiste un’autorità italiana a cui chiedere e un registro che ti tiene fuori anche quando non riesci a farlo da solo.
I dieci bookmaker con concessione ADM messi a confronto, uno per uno
Dieci schede, dieci verdicti. L’ordine è quello dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, non una classifica di preferenza: la concessione non si ordina per bravura. Ogni scheda dice che cosa l’operatore mostra di sé e che cosa costa o conviene a chi legge.
StarCasinò: la concessione 16026 di Azzurri Limited e un’anima da casinò
StarCasinò è registrato con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. Sulla parte sportiva la sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, ma il prodotto è presentato accanto alle slot e al Live Casinò. Chi lo sceglie lo sceglie per il contenitore, non per la profondità del palinsesto.
Il dato da tenere a mente è che la concessione è per sito, non per gruppo: Azzurri Limited compare anche dietro Betsson con un numero diverso, e questo dovrebbe ricordare a chi legge che il marchio è una decorazione della struttura societaria, non la struttura. Per la scommessa sportiva in senso stretto StarCasinò resta un’opzione di ripiego: se il tuo interesse è il calcio di domenica pomeriggio, questo non è il posto da cui partire.
Sisal: la concessione 16020 e un palinsesto che vende volume
Sisal Italia S.p.a. ha la concessione n. 16020. La sua app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il volume qui è la tesi dell’operatore, e il volume è una cosa seria: quindicimila eventi live significano che il sabato pomeriggio non resti a guardare. L’app per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, che è la parte noiosa ma decisiva dell’esperienza. Chi vuole copertura ampia su sport anche minori qui trova la sua casa; chi cerca il massimo su un singolo grande campionato troverà offerte più specialistiche altrove.
Betsson: la concessione 16027 e la varietà dei mercati
Betsson opera su Betsson.it con la concessione n. 16027 di Azzurri Limited. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una scheda techica, e la techica qui è la varietà: i marcatori e le combo sono il tipo di mercato che accontenta chi non si ferma al risultato finale.
La nota interessante è che il gruppo Azzurri Limited tiene due concessioni italiane con due numeri distinti, 16027 e 16026. Chi pensa che «stesso gruppo» significhi «stesse regole, stesso conto, stesse quote» si sbaglia: sono due siti, due autorizzazioni, due articoli diversi dello stesso elenco. Per il giocatore che vuole un mercato costruito con un po’ di artigianato — il marcatore, la combo, l’esito esatto — Betsson è una scelta ragionevole; per chi gioca solo l’1X2 di Serie A non aggiunge niente che non ci sia già altrove.
SNAI: la concessione 16032 e i sistemi con Cash Out
Snaitech Spa gestisce SNAI con la concessione n. 16032. La sua app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. I sistemi e il Cash Out sono il cuore dell’offerta: due strumenti per chi vuole gestire la giocata mentre l’evento corre.
Il Cash Out è anche il posto dove le cose si fanno meno simpatiche di come suonano, e vale la pena capirlo bene. Chiudere prima significa accettare il prezzo che la piattaforma propone in quel momento, che è sempre peggiore della quota che avresti incassato lasciando correre la giocata. SNAI lo mette a disposizione, e questo è un servizio; ma è un servizio che ha un costo incorporato. Chi usa i sistemi per distribuire il rischio troverà qui uno degli strumenti più completi del listino; chi cerca solo la quota secca del singolo non ci troverà nulla in più.
Eurobet: la concessione 16012 e il palinsesto che arriva alla politica
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale copre Eurobet.it con la concessione n. 16012. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È il catalogo più curioso della lista, e non è una critica: è esattamente la definizione di palinsesto che la legge dà all’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024, cioè il programma di eventi sportivi e non sportivi e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM.
Il dettaglio societario aggiunge un livello di lettura: Eurobet Italia gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre marchi e una concessione per sito. Per il giocatore che scommette su quello che nessun altro quota — le elezioni, il festival, la partita di scacchi — questa è l’unica scheda della lista che promette copertura; per chi vuole solo Serie A e Champions, la varietà è rumore di fondo.
bet365: la concessione 16030 e il partenariato con la UEFA Champions League
Hillside (New Media Malta) Plc copre bet365 con la concessione n. 16030. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il partenariato è il tipo di credenziale che una pagina di confronto deve registrare con freddezza: è un accordo commerciale, non un certificato di qualità delle quote.
Sul terreno che conta per questa pagina, bet365 è l’operatore da leggere con più attenzione. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unica scheda della lista in cui il numero verde compare nella descrizione dell’app, e questa è una differenza che vale più di un logo di coppa. Chi cerca il marchio internazionale con l’infrastruttura italiana completa trova qui la combinazione più coerente della lista.
Goldbet: la concessione 16009 e l’identificazione con CIE
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, ha la concessione n. 16009. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sul fronte dell’accesso, Goldbet è uno degli operatori che passa anche dal CIE tramite un fornitore SPID, accanto alla registrazione con modulo e documento.
Il bonus di benvenuto è il punto in cui la testa del giocatore deve restare fredda, e non per sfiducia verso Goldbet in particolare: vale per ogni offerta di questa pagina. Il bonus esiste, ed è legittimo. Quello che il banner non dice è il requisito di puntata e la quota minima accettata, che stanno nei termini e non nella vetrina, e che sono la variabile che decide se l’offerta vale la pena o è un secondo deposito travestito. La copertura sui campionati è ordinata e larga; la parte da verificare riga per riga è quella economica, come sempre.
Planetwin365: la concessione 16007 e la copertura dei campionati
Pwo S.p.a. ha la concessione n. 16007. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È una scheda da tifoso: l’elenco dei campionati è scritto nell’ordine in cui un italiano li guarderebbe.
La cosa che salta all’occhio è la profondità sul calcio nostrano, compresa la Serie C e la Coppa Italia. Per chi segue le serie minori — e sono più di quanti si pensi — questa è una copertura che altrove manca, e manca perché il costo del palinsesto si scarica su chi lo produce. I risultati in diretta e le oltre venti tipologie di sport completano il quadro. Chi però cerca i mercati esotici o le quote più alte sul singolo grande evento non troverà qui il suo massimo; troverà la casa comoda per la stagione lunga.
AdmiralBet: la concessione 16048 e i limiti impostati in registrazione
Admiral Bet S.r.l. ha la concessione n. 16048, ed è l’operatore della lista con le informazioni più dettagliate sui propri strumenti di tutela. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1º febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Le due cose da notare sono opposte e si completano. La prima è che i limiti sono chiesti mentre si apre il conto, cioè nel momento in cui si è lucidi e non si sta inseguendo una perdita: è il posto giusto per metterli, e il fatto che AdmiralBet lo faccia in tre dimensioni (ricarica, spesa e tempo) e su tre orizzonti (giorno, settimana, mese) è la scheda tecnicamente più accurata della lista su questo punto. La seconda è che alzare un limite costa sette giorni di attesa, e sette giorni sono una vita quando la partita è stasera: è proprio il momento in cui la regola lavora. Il lato pratico, per chi gioca poco e con testa, è che il fastidio del limite è il prezzo della sua stessa efficacia.
BetFlag: la concessione 16008 e l’accesso con SPID
Betflag S.p.a. gestisce BetFlag con la concessione n. 16008. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È la scheda più stringata della lista, e la stringatezza è il suo tratto: BetFlag parla di sé poco e quasi solo sul fronte dell’accesso, il che per una pagina che confronta operatori è un dato, non una mancanza.
Sulla questione dell’identificazione vale la pena essere netti, perché è il punto su cui si gioca la differenza tra il circuito ADM e fuori. SPID di livello 2 non è una formalità burocratica: è quello che impedisce a un conto di essere aperto con un documento di un altro, e che garantisce al giocatore di poter recuperare i propri soldi davanti a qualcuno. Chi cerca la scorciatoia «non AAMS» per non fare questo passaggio rinuncia alla sola cosa che rende il saldo recuperabile. BetFlag mette la via breve e la via completa una accanto all’altra, e la scelta tra le due è una definizione di che tipo di giocatore sei.
Quanto deposito e quanto posso perdere: la matematica del limite
L’esempio della sezione sui costi dell’offerta merita di essere portato fino in fondo, perché è lì che la scelta tra dentro e fuori il circuito smette di sembrare ideologica. Prendiamo cento euro di giocate una volta sola su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. La quota di payout del mercato è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), circa il 95 %, e il margine del bookmaker è quel che resta, intorno al 5 %. Su cento euro di giocate quel margine costa in media intorno ai cinque euro — una banda realistica va dai quattro ai sei euro, perché su un campione piccolo il risultato singolo pesa — e il costo esiste anche quando la giocata vince, perché è incorporato nella quota che ti hanno offerto.
Questo è il numero che rende concreto il resto. Un limite di deposito di 100 € a settimana non è una restrizione alla libertà di giocare: è il perimetro entro cui il danno massimo è conosciuto in anticipo. Se il margine di quella giocata è intorno al 5 %, la perdita attesa su una settimana intera sta intorno ai cinque euro, che è il prezzo di un caffè e di un giornale. La stessa settimana giocata su un bookmaker senza concessione ha un margine che nessuno ti dichiara, un prelievo che nessuno ti garantisce, e — se le cose vanno davvero storte — un’esposizione che l’articolo 4 della legge 401/1989, come ADM la cita, descrive con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi anche per il partecipante.
Il punto non è demonizzare la ricerca di una quota migliore: è che la quota migliore è una variabile di pochi punti percentuali, e quello che ci sta intorno è di ordini di grandezza diverso. Chi vuole davvero spendere meno fa due cose noiose e utili: confronta il margine sul mercato che gioca davvero, e imposta un limite che renda la serata un investimento e non un saldo. Quelle due mosse si possono fare solo su un conto che qualcuno controlla.
Domande frequenti su siti non AAMS, concessione ADM e tutele
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio più concreto non è la quota: è il dominio che sparisce. ADM inibisce i siti non autorizzati e li reindirizza a una pagina di avvertenza, gli specchi ricompaiono nel giro di ore, e il conto che ci stava dentro non ha una sede italiana davanti a cui discutere. ADM stessa aggiunge, per il partecipante a scommesse di operatori non concessionari, ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Poi si controlla il numero nei termini dell’operatore. Attenzione a un limite: l’elenco non ha una colonna dei giochi, quindi prova la concessione ma non dimostra l’offerta di scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il registro centrale delle autoesclusioni: un’autoesclusione registrata lì vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche, qualunque sia il concessionario presso cui è stata chiesta. La durata la sceglie il giocatore. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi lì l’autoesclusione non produce alcun effetto.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, radio, televisione, stampa, affissioni e internet. Vigila AGCOM con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
L’articolo 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore e protocolli approvati da ADM; nella pratica il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile in registrazione. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo serve un’attesa di sette giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono prelevate alla fonte e non si dichiarano: il prelievo cade sul concessionario, come riporta la stampa specializzata, e conviene comunque consultare un commercialista. Fuori dal circuito, per la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, le vincite online sono «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), tassabili per l’intero importo senza detrazioni, da dichiarare nel Modello Redditi PF o nel 730.
Creato dalla redazione di «Operatoriitaliani».
