Cartellini scommesse 2026: un rosso diretto vale 2 punti, il resto lo decide il regolamento

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026; le concessioni sono state verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Un mercato che si gioca quasi tutto dentro il regolamento non è un mercato qualunque. Chi punta sul risultato esatto di una partita vede il gol e sa se ha vinto; chi punta sui cartellini deve aspettare il referto, sapere chi conta come «giocatore in campo», distinguere un doppio giallo da una espulsione diretta e accettare che il proprio pronostico venga riscritto da una riga di condizioni generali. La scommessa è semplice da immaginare — ammonizioni e espulsioni, un numero, un over — e complicata da regolare, ed è proprio nello spazio tra le due cose che si annidano le differenze tra un operatore e l’altro.

Il tema ha una particolarità che vale la pena mettere subito sul tavolo: le regole che decidono la vincita non le scrive chi gioca, le scrive il concessionario, dentro un regolamento che quasi nessuno legge prima di puntare. William Hill, per esempio, assegna 1 punto a un cartellino giallo e 2 a un rosso, con un tetto di 3 punti per giocatore; ma nei mercati che contano soltanto i gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non viene considerato affatto. Stesso operatore, stessa partita, due conteggi diversi a seconda del mercato scelto. Il lettore che crede di avere una regola in testa ne ha in realtà tre.

Questo sito guarda alla materia dal lato del costo. Non «quanto si può vincere», ma quanto si paga per giocare: il margine che vive dentro ogni quota, i requisiti che bloccano un bonus, i limiti che entrano in funzione quando il conto è già aperto, le condizioni che trasformano un mercato apparentemente identico a un altro in qualcosa di diverso. La classifica dei dieci concessionari che arriva più avanti non è costruita sul gusto: è costruita su ciò che ognuno chiede al giocatore.

Il mercato dei cartellini non è un prodotto a sé. Non esiste in Italia un «permesso cartellini»: si gioca dentro lo stesso conto di gioco, con la stessa concessione, lo stesso palinsesto approvato e la stessa quota fissa delle altre scommesse sportive. Cambia il regolamento, non la cornice.

Cosa sono i cartellini nelle scommesse e perché il conto non è mai solo di chi sbaglia

Prendiamo il caso più noto, perché è quello che il lettore italiano incontra per primo cercando «cartellini scommesse»: il mercato dei punti cartellino di William Hill. Un ammonito pesa 1 punto. Un’espulsione diretta ne pesa 2. Il totale personale di ogni giocatore si ferma a 3 punti, tetto che rende il calcolo meno lineare di quanto sembri: un difensore già ammonito che si fa espellere non arriva a 3 punti sommando 1 e 2, perché il doppio giallo con rosso viene trattato come una voce unica da 3 punti. Il rosso diretto resta a 2.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

C’è poi il mercato dei soli gialli, quello dove la logica cambia sotto i piedi di chi legge distrattamente. Lì il doppio giallo vale 2 punti — un giallo e mezzo, verrebbe da dire, ma la regola dice 2 — e il rosso non entra nel conteggio finale. Chi ha comprato un «over cartellini» pensando all’ordine pubblico della partita scopre che l’espulsione, l’evento che più pesa nella realtà della gara, nel suo mercato non esiste.

Il terzo punto, quello che nessuna app mette in evidenza, riguarda chi viene contato. Nei mercati sui gialli e sui rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, quelle di allenatori e staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Una rissa in panchina al 90′ non fa vincere nessuno. Il punto è banale solo finché non capita.

A questo si aggiunge la questione del referto. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se questi non sono disponibili si passa ai dati di OPTA e, in casi particolari, alla registrazione video del match. La gerarchia delle fonti non è un dettaglio tecnico: decide se una ammonizione dubbia, quella che il cronista ha segnato e il giudice sportivo ha poi attribuito a un altro, vale 1 punto o zero.

Il cartellino è, in fondo, la parte della partita meno governata dal pallone e più governata dal verbale. Chi punta su un marcatore scommette su un gesto atletico; chi punta su un cartellino scommette su una decisione, e le decisioni si annotano, si rileggono e a volte si correggono.

Come si costruisce una schedina con i punti cartellino

La struttura della giocata è quella di sempre: singola, multipla, sistema. Cambia il modo in cui il mercato cartellini si combina con gli altri. Il Player Builder di William Hill permette di mettere sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Tre pronostici che nascono da tre momenti diversi della gara e finiscono in un’unica quota.

È qui che le cose si fanno interessanti per chi guarda al costo. Un mercato cartellini inserito in una multipla non aggiunge soltanto una leg: aggiunge una variabile che l’operatore conosce meglio del giocatore. Il numero di gialli dipende dall’arbitro, dal clima della partita, dal punteggio, dalla posta in palio; il tetto di 3 punti per giocatore e l’esclusione di panchina, staff e fatti successivi al triplice fischio restringono ulteriormente lo spazio. La quota riflette tutto questo — e il margine dell’operatore sta dentro quella quota, come in ogni altro mercato.

Per chi arriva dal mondo dei mercati classici, la schedina cartellini ha un’attrattiva immediata: le spiegazioni sono semplici. La verifica, invece, richiede un passaggio in più rispetto a un 1X2. Chi vuole controllare un operatore sui cartellini non trova aiuto nell’elenco pubblico dei concessionari: le regole del mercato stanno nel regolamento sportivo del singolo bookmaker, non in un allegato della concessione. La differenza tra un mercato con il tetto a 3 punti e uno senza tetto è una differenza che si legge solo lì.

Un’ultima nota di metodo, che vale per qualsiasi mercato: la puntata è la puntata, la quota è la quota, e la vincita è il loro prodotto. Sembra ovvio, e nella pratica è la prima cosa che si dimentica quando si sommano le leg di una multipla.

Fondamenti e formato: singole, multiple, sistemi e dove finisce il margine

Nella schedina cartellini si gioca con gli stessi formati di ogni altro mercato. La singola è una selezione sola, la più leggibile: si sa cosa si sta pagando e perché. La multipla moltiplica le quote delle leg in un unico prezzo, e moltiplica anche l’incertezza. Il sistema è il formato più frainteso: distribuisce la puntata su più combinazioni dello stesso gruppo di pronostici, così che un errore non azzeri tutto, e come ogni assicurazione costa — a parità di puntata complessiva, la quota effettiva ottenuta è più bassa di quella di una multipla secca con le stesse leg. Chi sceglie il sistema paga la propria rete di sicurezza con una parte del rendimento.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Poi c’è la settimana dell’offerta, e qui il formato incontra il conto. NetWin chiede, per sbloccare il bonus Sport-50, un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; restano fuori sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Un requisito del genere non è un ostacolo teorico: dice al giocatore quali formati sono ammessi — la multipla secca, non il sistema — e per quanto tempo.

William Hill, sul Benvenuto Sport, muove in una direzione diversa: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Cinque selezioni a quota 5.00 ciascuna, non in totale: è un’altra categoria di schedina rispetto alla multipla da tre eventi di NetWin. Chi si avvicina ai cartellini partendo da uno di questi due bonus scopre che il formato richiesto gli impone, di fatto, un tipo di giocata.

Per il resto, gli strumenti a disposizione sono quelli del mercato italiano. Sisal mette in campo la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Cash Out è uno strumento prezioso e non gratuito: il prezzo che l’operatore offre per chiudere in anticipo incorpora un margine che il giocatore non vede mai come voce separata. Chi usa il cash out su una schedina cartellini — mercato che può girare in pochi minuti attorno a un’ammonizione — paga quella liquidità.

Sui formati NetWin ha una regola precisa, e non è un dettaglio da leggere in fretta: le scommesse con cash out attivo sono escluse dal giro del bonus. Chi sblocca un bonus e nel frattempo chiude una giocata in anticipo rischia di scoprire che quella puntata non ha contribuito a nulla.

Quanto trattiene il bookmaker: il margine di una quota

Qui il discorso si fa aritmetico, e vale la pena farlo una volta per tutte perché il numero che esce serve per tutto il resto. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90. Non è un prezzo quotato da nessuno, è un esempio per far vedere il meccanismo. La quota di 1,90, come tutte le quote decimali, dice che ogni unità puntata ne restituisce 1,90 se l’esito arriva; su 100 € di puntata il ritorno è 190 €, con 90 € di utile netto.

Ma i due esiti non si escludono a vicenda solo nella testa del giocatore: si escludono anche nel conto. La probabilità implicita in una quota decimale è 1 diviso la quota, quindi una quota di 1,90 porta con sé circa il 52,6 %. Sommandole, i due esiti arrivano a circa il 105,3 %: un numero che non può esistere come probabilità e che esiste benissimo come prezzo. Quei cinque punti e mezzo in più sono la quota di ingresso: il bookmaker si è fatto pagare prima di sapere chi vince. Il rovescio della medaglia è la quota di ritorno, che su questo esempio si aggira attorno al 95 %: su ogni unità giocata su quel mercato, poco più di 94,9 centesimi tornano indietro sotto forma di vincite. Il margine è la parte restante, intorno al 5 %.

Da qui la regola pratica: il margine di questo tipo di mercato si muove in una banda stretta attorno al 5 %, e sta al giocatore riconoscere quando il prezzo se ne allontana. La banda non è la stessa per tutto: un mercato a due esiti molto sbilanciato — il classico 1,20 contro 6,00 — porta con sé un margine più largo, perché la quota bassa è quella su cui passa la maggior parte del volume e la parte alta del prezzo è la meno competitiva. E non è la stessa nemmeno da un mercato all’altro: i cartellini non sono un 1X2.

Il che vale anche per il numero di esiti. Un mercato a tre vie con tre quote da 1,90 non ha lo stesso margine di un mercato a due vie con le stesse quote, perché la somma delle probabilità implicite ha un termine in più. Chi confronta due operatori guardando una sola quota rischia così di scambiare per differenza di margine quella che è una differenza di mercato.

La concessione ADM: quello che ti dà, quello che non ti dà

La cornice legale italiana ha un nome che il mercato continua a usare in modo improprio: AAMS. L’autorità è oggi ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e va scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta che la si nomina. La differenza non è burocratica: significa che il riferimento normativo è cambiato, e che le regole del gioco le scrive oggi un’autorità diversa da quella che molti giocatori hanno ancora in testa.

Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola chiave è «concessione»: non una licenza aperta, come in altri ordinamenti, ma un titolo assegnato per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.

Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Il punto che quasi nessuna pagina di confronto mette in chiaro è questo: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una sola società può gestirne diversi: Eurobet Italia S.r.l. per esempio amministra Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un marchio con un nome noto può quindi non comparire in elenco con quel nome e restare perfettamente in regola.

C’è poi l’altra metà della questione, quella che rende l’elenco meno rassicurante di come appare: la lista non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare in elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E, per chiudere il cerchio, un posto in una classifica editoriale non è una concessione: sono due cose diverse, e la seconda si verifica solo sull’elenco di ADM.

Nessun operatore qui trattato è un marchio esclusivo del mercato italiano, e nessuno lo diventa perché è in questa pagina. L’elenco non è esaustivo: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare tra le dieci schede non è per questo privo di concessione.

Come si verifica un codice di concessione prima di depositare

La verifica è un’operazione da due minuti, e conviene farla prima di versare denaro invece che dopo. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si cerca il sito su cui si intende giocare e si controlla che compaia con il proprio codice e con il nome della società concessionaria. ADM tiene inoltre, con la Guardia di Finanza e Sogei, l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici.

Il secondo passaggio è incrociare il numero con quanto dichiarato dall’operatore stesso: le condizioni generali di un concessionario riportano di norma il numero di concessione e la società. I numeri dei dieci operatori presenti in questa pagina sono elencati nella tabella più avanti, e sono quelli che si leggono nelle loro condizioni.

Non si dimentichi che le concessioni non sono eterne. La durata è al massimo nove anni e non è rinnovabile: al termine, un concessionario deve passare dalla gara successiva come qualunque altro. È una garanzia di periodicità, non di eternità.

Cosa può essere offerto nel palinsesto, e cosa resta fuori

Un principio che sorprende chi arriva da altri mercati: la scommessa non si può prendere su qualsiasi evento l’operatore decida di quotare. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Si può scommettere solo sugli eventi che stanno dentro quel programma approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner, come riporta la stampa di settore.

Per il giocatore di cartellini questo significa che il mercato esiste non perché un operatore lo ha inventato, ma perché rientra in un tipo di scommessa approvato. La scommessa a quota fissa su eventi sportivi è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se qualche marchio online offra oggi concorsi pronostici sportivi non risulta.

Sul resto del perimetro conviene essere netti, perché le voci si confondono facilmente. Gli eventi simulati — l’art. 2, lett. v) li definisce come manifestazioni sportive, ippiche e di altro tipo simulate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è invece due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» (lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga oggi il totalizzatore ippico nazionale online non risulta.

Il betting exchange merita un capitolo a parte, perché è l’unico gioco in cui il giocatore può essere contemporaneamente puntatore e banco. L’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) chiarisce che il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i giocatori. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava alcuna imposta sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Due zone restano in ombra, e vale la pena dire dove, non perché: se il palinsesto includa gli eSports non risulta; un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta. Gli strumenti che vincolano davvero il giocatore, in assenza di un tetto di legge, sono i limiti che si mette da solo e il limite di deposito che scegle in fase di registrazione.

Quanto costa giocare: limiti, autoesclusione e tutele che paghi anche quando non le usi

Qui il discorso del costo smette di essere una metafora. Gli obblighi di protezione hanno un prezzo, e il prezzo è pagato da chi gioca — direttamente sotto forma di vincoli al proprio conto, indirettamente sotto forma di minori promozioni.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che i concessionari devono offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In fase di registrazione il giocatore scegle un limite di deposito settimanale o mensile.

Nella pratica, il meccanismo è asimmetrico e conviene saperlo prima. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato richiede sette giorni. È la regola che protegge quella parte di giocatore che chiede aiuto nel momento peggiore — chiedere più spazio costa una settimana, chiedere meno spazio costa nulla. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e applica la stessa asimmetria. Chi apre il conto pensando di «sistemare i limiti dopo» si troverà con un tetto scelto in un momento in cui non aveva ancora giocato; e aumentarlo non sarà questione di un clic.

Il passaggio che nessuno mette in conto è l’identificazione. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica con documento; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sembrano tanti finché non si è a metà di una procedura, e un conto sospeso è un conto da cui non si ritira.

Sull’autoesclusione il quadro è cambiato due volte, e va tenuto distinto. Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il riferimento che conta, al di là delle singole condizioni, è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018: chi vi entra viene bloccato su tutte le piattaforme online con concessione ADM e sulle sale fisiche. È l’unico strumento italiano che funziona davvero in modo trasversale, ed è la ragione per cui la concessione ha un valore concreto per il giocatore.

Qui però va detto, una volta e in chiaro, il rovescio: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore che si è autoescluso non è protetto su un sito privo di concessione, e nessuno degli strumenti descritti in questa sezione lo raggiunge.

Sui minori il principio è esplicito: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età», le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. BetFlag lo scrive in chiaro: il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Esiste inoltre un provvedimento dirigenziale ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non risulta. Le scommesse sugli eventi che coinvolgono minori restano comunque un tema delicato, e chi legge un palinsesto che le contiene sa cosa sta guardando.

Infine l’obbligo informativo, che è l’unica voce di questa sezione con un numero preciso: sotto l’art. 15, comma 2 ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che l’operatore versa, non che il giocatore paga direttamente — ma è anche, in un certo senso, il prezzo che il settore paga per poter continuare a offrire il prodotto.

Per chi cerca aiuto, il riferimento nazionale è il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, che bet365 indica espressamente ai residenti in Italia tra i propri strumenti di gioco responsabile, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Ricariche, depositi e prelievi: il giro del denaro che nessuno guarda

Il denaro entra nel conto di gioco attraverso binari controllati, e vale la pena conoscerne la meccanica perché è lì che molte operazioni si bloccano.

I «punti vendita ricariche» sono disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana complessivi. È opportuno dirlo chiaramente: un punto di ricarica non paga vincite e non consente prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria, come SisalPay e Mooney; l’elenco preciso di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che elenchi i binari approvati.

Un cenno va anche all’art. 22, comma 1, che prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, sarà il punto in cui il denaro smette di poter viaggiare verso il mercato non regolato.

Quote, margine e mercati: leggere il prezzo dei cartellini

Torniamo al numero, perché è l’unico che dice davvero quanto costa un mercato. Il margine non è un’imposta, non è una commissione e non compare da nessuna parte nel conteggio del giocatore: vive dentro la quota, che è sempre un prezzo e non una previsione. Una quota di 1,90 non significa che l’esito ha il 90 % di probabilità di verificarsi, significa che chi la offre è disposto a restituire 1,90 per unità puntata.

Il modo per misurare il margine di un mercato è sommare le probabilità implicite di tutti gli esiti — 1 diviso la quota di ciascuno — e osservare quanto superano 100 %. Quel superamento è la parte che resta all’operatore. Su un mercato illustrativo a due vie con entrambe le quote a 1,90, la somma delle probabilità implicite arriva a circa il 105,3 %, la quota di ritorno si aggira intorno al 95 %, e il margine intorno al 5 %. Il tutto, come detto, su questo tipo di mercato e su questo tipo di partita: la banda stretta attorno al 5 % vale per un due-esiti equilibrato, non per un mercato sbilanciato e non per un mercato a tre vie.

Il caso dei cartellini mostra bene perché il confronto tra operatori vada fatto senza scorciatoie. Chi vuole stimare la convenienza di un mercato sui punti cartellino non può guardare la quota di un solo esito: i mercati gialli, i mercati gialli e rossi e i mercati a punteggio sono quotati separatamente, con conteggi diversi e tetti diversi. Una quota migliore sull’uno non dice nulla sull’altro. Per questo, quando il confronto si fa seriamente, la domanda giusta non è «chi paga di più» ma «chi paga di più su questo mercato specifico, con questo regolamento specifico».

C’è una seconda verifica che vale la pena fare prima di puntare su un mercato che non si conosce: quarantotto ore prima e quarantotto ore dopo, la quota dello stesso mercato cambia. Il margine di un operatore su una partita di cartello non è il margine che lo stesso operatore applica su un incontro di seconda fascia, e chi punta abitualmente sui secondi paga abitualmente di più. Nessuno lo scrive sulle condizioni generali, ma è così che funziona il prezzo.

Come leggiamo i dieci concessionari: i criteri

Prima di arrivare alla classifica, conviene dire cosa si guarda e perché, altrimenti l’ordine sembra arbitrario. Il criterio non è quale marchio sia più simpatico o più pubblicizzato — la pubblicità dei giochi con vincite in denaro è vietata in Italia, e quindi un osservatore non può nemmeno usare la visibilità come misura.

I criteri sono quattro, e sono tutti verificabili dall’elenco ADM e dalle condizioni dell’operatore. Il primo è la concessione: numero, società concessionaria, sito .it. Il secondo è il regolamento sportivo, che è dove vivono i cartellini: come vengono contati i punti, quali eventi sono esclusi, quale fonte decide il referto. Il terzo è l’offerta di benvenuto, letta non per l’importo in vetrina ma per ciò che chiede per essere sbloccata — requisiti di puntata, quota minima, tempi, esclusioni. Il quarto è ciò che l’operatore mette a disposizione del giocatore in termini di strumenti di controllo, dalla gamma di limiti ai tempi di validazione del conto.

Un avvertimento sugli elenchi comparativi, incluso questo. Le colonne che seguono riportano ciò che sta nelle condizioni e negli elenchi degli operatori; non contengono tutto. Un confronto che pretendesse di misurare ogni aspetto di dieci bookmaker sarebbe un esercizio di immaginazione. Qui si confrontano i punti che decidono il costo di una giocata, e per il resto si rimanda, dove serve, alle condizioni di ciascuno.

Un’ultima precisazione, perché in questa materia è la più importante di tutte: la concessione non è una promozione e non è un premio di qualità. È il requisito minimo per operare legalmente in Italia. Un operatore che ce l’ha non è per questo generoso; un operatore che non ce l’ha non è per questo più conveniente.

Meccanismo di verifica: chi, quando e su quale fonte

Prima di guardare un mercato cartellini conviene chiedersi chi ha scritto la regola che lo decide, perché in questa materia il regolamento conta più della partita. Tre domande bastano.

La prima: il conteggio. Giallo uguale 1 punto, rosso diretto uguale 2, doppio giallo con rosso uguale 3, tetto a 3 punti per giocatore da William Hill; doppio giallo uguale 2 punti e rosso non conteggiato nei mercati dei soli gialli. Due regole diverse per lo stesso evento, a seconda della schedina.

La seconda: chi entra nel conteggio. Nei mercati gialli e rossi di William Hill contano solo i giocatori in campo, e restano fuori le espulsioni di panchina, staff e quelle successive alla partita. Se il numero atteso di cartellini che state immaginando include il nervosismo delle panchine, state immaginando un mercato che non esiste.

La terza: la fonte del referto. William Hill usa in primo luogo i dati del sito ufficiale della manifestazione, poi quelli di OPTA e, in casi particolari, la registrazione video. Non è una gerarchia neutrale: è l’ordine in cui si risolvono i casi dubbi.

Nessuna di queste tre informazioni sta nell’elenco delle concessioni. Stanno nel regolamento sportivo dell’operatore, e il regolamento sportivo è la prima pagina da aprire per chi vuole giocare un mercato su cui non ha mai puntato.

Il costo fiscale: chi paga l’imposta e chi non la vede

La fiscalità di questa materia si divide in due parti, e la prima riguarda il giocatore solo indirettamente.

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta): 20,5 % se il gioco è raccolto sulla rete fisica e 24,5 % se è raccolto a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Che cosa significa per chi punta? Che l’imposta non è una voce che compare nel suo conto. Non c’è una trattenuta visibile sulla vincita, e non c’è una riga che la separi dall’importo accreditato. Ma un costo esiste, e il modo in cui si scarica sul giocatore è il prezzo: l’operatore costruisce le quote tenendo conto di tutto ciò che paga, e quindi il margine che il giocatore incontra nel prezzo incorpora anche questa voce. Chi crede che il prelievo fiscale sia una cosa che riguarda soltanto l’operatore sbaglia di poco ma sbaglia.

La seconda parte riguarda direttamente il giocatore, ed è quella che genera più confusione. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo conviene chiudere il discorso con l’unica raccomandazione sensata: consultare un commercialista.

Diverso, e molto meno favorevole, è il trattamento delle vincite provenienti da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. In parole povere: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il mercato illegale, il DNS e il conto che non si può chiudere

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici; i fornitori di servizi internet e di pagamento che violano un’ordinanza ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta; i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», ed è una parola che descrive un processo, non un risultato definitivo.

La parte che riguarda direttamente il giocatore è un’altra, ed è quella che ADM stessa mette per iscritto. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; e lo stesso articolo sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Vale la pena mettere le due colonne una accanto all’altra, perché è il confronto più utile di tutta la pagina. Un operatore con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana. Un marchio senza concessione non porta nulla di questo: è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.

I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. La zona offshore è, per definizione, non protetta: nessun marchio vi è nominato qui, e non se ne descrivono metodi di deposito né bonus.

I dieci concessionari ADM a confronto

La tabella che segue raccoglie ciò che si legge nell’elenco ADM e nelle condizioni degli operatori: il numero di concessione, la società concessionaria e quanto le condizioni proprie di ciascuno dicono sull’oggetto di questa pagina, cioè i cartellini. Le prime due colonne sono complete per tutte le righe; la terza no.

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sull’oggetto della pagina
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Cartellini gialli 1 punto, rossi 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; giallo+rosso 3 punti, rosso diretto 2; nel mercato dei soli gialli doppio giallo 2 punti, rosso escluso; contano solo i giocatori in campo; referto dal sito ufficiale della manifestazione, poi OPTA, poi il video
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. —
AdmiralBet n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. —
Betsson n. 16027 — Azzurri Limited —
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. —
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. —
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited —
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. —

Un dato salta all’occhio prima di ogni commento: due righe portano la stessa società. Azzurri Limited compare sia per Betsson sia per StarCasinò, con due concessioni diverse, la 16027 e la 16026. È esattamente il funzionamento descritto più sopra: la concessione è legata al sito, non all’azienda, e una società che gestisce due piattaforme ha due titoli.

Il secondo dato è che la colonna dei cartellini si riempie una volta sola. Non è un caso: la maggior parte degli altri operatori non pubblica il proprio regolamento cartellini in una forma paragonabile. Questo non significa che non offrano il mercato — Goldbet lo elenca tra i mercati di calcio dell’app, accanto a 1X2, marcatori e numero di goal, e SNAI mette i cartellini accanto al risultato esatto, al numero di goal, ai tiri in porta e ai rigori. Significa che la loro regola di conteggio non è disponibile allo stesso livello di dettaglio, e che il giocatore che la vuole conoscere deve andarla a leggere nelle condizioni del singolo operatore.

È il punto in cui questa pagina è costretta a fare i conti con la propria materia. Un confronto sui mercati cartellini dovrebbe poter mettere fianco a fianco cinque regolamenti diversi. Non può, e il lettore non deve pensare che l’unica riga piena sia una graduatoria: è l’unica riga verificabile con lo stesso metro.

I dieci concessionari, uno per uno

William Hill: il regolamento cartellini più dettagliato del gruppo

Nella tabella William Hill è l’unico con una descrizione del mercato cartellini, e la ragione è che è l’unico che ne pubblica il conteggio in modo completo. Il regolamento è anche quello che si legge con più attenzione, perché contiene almeno tre trappole.

La prima è il tetto a 3 punti per giocatore. Chi immagina un mercato a punteggio libero — dieci falli, dieci ammonizioni, un numero che sale — sbaglia: il tetto per singolo giocatore limita la concentrazione, e in una partita con un solo giocatore nervoso il punteggio non esplode.

La seconda è il doppio giallo. Nei punti cartellino vale 3 punti; nel mercato dei soli gialli vale 2 e il rosso non entra nel conteggio finale. La stessa espulsione cambia valore a seconda del mercato, e questo rende il confronto tra le due quotazioni un esercizio di lettura, non di aritmetica.

La terza è l’esclusione di panchina, staff e fatti successivi al triplice fischio, che nei mercati gialli e rossi delimita il perimetro ai soli giocatori in campo. Una rissa in panchina non vale un punto.

Sul versante dell’offerta, il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Un bonus cash ha il vantaggio di arrivare come denaro e non come gettone; il prezzo è nella struttura: cinque selezioni a quota 5.00 ciascuna sono una schedina che si verifica raramente, e «100 %» è una percentuale riferita al deposito, non alla probabilità di sbloccarlo.

La concessione è la n. 16044, William Hill Malta Plc. Chi vuole la certezza della data di accredito e dei tempi di prelievo usa le condizioni dell’operatore, dove stanno scritti i termini che in questa sede non vengono riportati.

Il verdetto su William Hill è il più semplice dei dieci, e non coincide con ciò che l’operatore mette in vetrina. Chi cerca i cartellini trova qui il regolamento più analitico e più tracciabile: conteggio, tetto, perimetro e gerarchia delle fonti sono tutti dichiarati, e per un mercato che vive di referti quella trasparenza vale più di qualche punto di quota. Il rovescio è che tutto questo è anche il più restrittivo: il tetto a 3 punti, l’esclusione di panchina e staff e la dipendenza dal sito ufficiale della manifestazione riducono lo spazio di manovra di chi costruisce un punteggio ragionando sulla partita invece che sulle condizioni. Un mercato per chi vuole sapere in anticipo cosa succederà alla propria schedina, non per chi cerca il numero più alto.

Eurobet: app con My Bets e concessione per il calcio

Eurobet tiene in mano uno dei titoli più longevi del mercato: la concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che amministra Bwin e Gioco Digitale — caso raro di un marchio che fa capo a un gruppo con tre siti in elenco.

Lato prodotto, l’app copre le scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. My Bets è, di fatto, lo strumento di verifica del giocatore: se una schedina cartellini è in attesa di referto, è lì che si controlla, non nel regolamento. Nessuna informazione sulla regola di conteggio dei cartellini è invece disponibile da questa scheda.

Sull’offerta di benvenuto questa sede non riporta condizioni, e su un mercato dove i requisiti di puntata fanno la differenza tra un bonus e una promessa la cosa ha un peso. Chi ha in mente di sbloccare un bonus giocando cartellini in multipla fa bene ad aprire le condizioni Eurobet prima di depositare, e a verificare in particolare due cose: se le schedine cartellini contribuiscono al requisito di puntata e se esiste una quota minima per selezione. Sono le due voci che in questo mercato saltano più spesso.

La lettura di Eurobet cambia a seconda di cosa si cerca. Sul piano della copertura tecnica, My Bets è l’elemento che un giocatore attento riconosce come utile: avere in un’unica schermata lo stato di tutte le schedine è una funzione che si scopre di apprezzare proprio nei mercati che si refertano tardi. Fuori da questo, la scheda resta quella di un operatore con una concessione solida e un’app completa, di cui però non si conoscono né il regolamento cartellini né i requisiti di puntata.

Lottomatica: streaming e quote in tempo reale sotto il marchio GBO Italy

Il nome che compare nell’elenco ADM per Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione n. 16010. È un caso che vale la pena citare per la verifica: il marchio commerciale e la società concessionaria non coincidono, e chi cerca «Lottomatica» nell’elenco deve sapere che cosa sta cercando.

Lato offerta sportiva, l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming è un servizio utile in modo specifico: consente di vedere l’evento su cui si è puntato senza doverlo seguire altrove, e nei mercati live la differenza tra assistere e desumere è sostanziale.

Sui cartellini, però, questa scheda non dice nulla. Sui requisiti di puntata di un’eventuale offerta, nemmeno. Chi vuole giocare i punti cartellino su Lottomatica deve quindi partire dal suo regolamento sportivo, e in particolare da due domande: come conta il doppio giallo e se le espulsioni dalla panchina rientrano nel perimetro.

Il punto che distingue Lottomatica nella lettura di questa pagina è la combinazione tra marchio di primo piano e regolamento cartellini non pubblicizzato. Chi scegle un bookmaker per il calcio italiano trova qui la copertura più ampia del gruppo; chi scegle un bookmaker per i cartellini trova una casella vuota che va riempita da sé, nelle condizioni dell’operatore, prima di puntare.

Sisal: la Scommessa DUO e il Cash Out che si paga

Sisal, concessione n. 16020 intestata a Sisal Italia S.p.a., è tra i dieci l’operatore con il catalogo di formati più articolato: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Il Cash Out chiude la giocata prima che l’evento finisca.

Qui l’angolo del costo si vede meglio che altrove, e vale la pena dirlo con precisione. Il Cash Out non è un servizio gratuito: il prezzo che l’operatore propone per chiudere in anticipo incorpora il proprio margine, ed è un prezzo che il giocatore accetta o rifiuta senza conoscerne la costruzione. Su un mercato cartellini la cosa ha un peso particolare, perché è un mercato che può cambiare stato in pochi minuti — un’ammonizione sposta il punteggio, e con esso la valutazione della schedina. Chi usa il cash out abitualmente su questi mercati paga una liquidità che gli altri formati non richiedono.

La Scommessa DUO e la Supercoppia sono invece formati che riducono il numero di leg mantenendo una quota più alta di una singola, e sono la risposta naturale di chi vuole alzare il prezzo senza costruire una multipla da cinque eventi. Per chi gioca su un mercato a referto lento come i cartellini, una struttura più corta è anche una struttura più facile da controllare.

Sisal non pubblica in questa scheda il proprio regolamento cartellini né i requisiti di puntata di una promozione. La conseguenza è semplice: chi la scegle per i formati trova una gamma completa, chi la scegle per i cartellini deve verificare da sé il conteggio. Per un giocatore che alterna singole e DUO su mercati diversi, la seconda verifica è quella da fare per prima.

AdmiralBet: limiti e autoesclusione fra i più espliciti

AdmiralBet, concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., è in questa pagina il caso in cui la materia della tutela è documentata meglio del prodotto.

Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato richiede 7 giorni.

Sono i due passaggi in cui il costo del gioco responsabile diventa misurabile. Un conto aperto in fretta, con limiti scelti senza pensarci, resta vincolato a quei limiti anche quando il giocatore ha cambiato idea: la riduzione è immediata, l’aumento no. Chi apre più conti contemporaneamente si trova con la propria rete di sicurezza scritta in tre condizioni diverse, con soglie diverse.

Sui cartellini, questa scheda non riporta nulla. Era prevedibile: AdmiralBet è entrata in questa pagina per ciò che documenta sulla tutela, non per il regolamento sportivo dei mercati. La distinzione conta per il lettore. Chi cerca un operatore con un impianto di autolimitazione esplicito e datato trova qui una scheda verificabile; chi cerca il conteggio dei punti cartellino troverà nelle condizioni dell’operatore l’unica fonte utile, e non in un elenco comparativo.

Un’ultima osservazione, che riguarda la scadenza delle regole. La disciplina dell’autoesclusione è cambiata dal 1° febbraio 2026 anche nella durata: chi ha un conto aperto da anni può avere in mente un meccanismo che non è più quello vigente. Le durate vanno rilette, non ricordate.

Betsson: pre-match e live su mercati tradizionali

Betsson, concessione n. 16027 di Azzurri Limited, offre con la sua app scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una copertura ampia e convenzionale, costruita sui mercati che il giocatore italiano conosce meglio.

I cartellini non compaiono in questa scheda, e non compaiono nemmeno i requisiti di un’offerta di benvenuto. Per un mercato come quello dei punti cartellino, che in Italia si gioca in gran parte dentro il regolamento dell’operatore, questa assenza ha un effetto pratico: chi arriva a Betsson pensando ai cartellini deve partire dal regolamento sportivo, e verificare in particolare due cose che in questo mercato cambiano da operatore a operatore — se il doppio giallo è conteggiato come due gialli o come un’unica voce, e se le espulsioni dalla panchina rientrano nel perimetro.

Sul resto, Betsson si presenta come un bookmaker con un catalogo di mercati generalista e una struttura di prodotto solida. La combinazione tra copertura ampia sui mercati tradizionali e regolamento cartellini non dichiarato è, in fondo, la fotografia di una parte consistente del mercato italiano: l’offerta c’è, la documentazione del caso specifico no.

Planetwin365: streaming quotidiano su sport minori e tennis tavolo

Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La concessione è la n. 16007 di Pwo S.p.a.

Il palinsesto descritto è la cosa più caratteristica del marchio, e vale la pena leggerlo per quello che è: la presenza di tennis tavolo in un elenco quotidiano dice che la copertura non si ferma ai grandi campionati. Per un giocatore che punta su un mercato cartellini legato al calcio, questo non cambia nulla di sostanziale; per chi alterna il calcio a sport con calendari fitti, la differenza sta nella continuità dell’offerta durante la settimana.

Sui cartellini, sul regolamento e sui requisiti delle promozioni questa scheda non dice altro. Il che lascia il lettore con una domanda precisa da portare nelle condizioni dell’operatore: se i mercati cartellini siano offerti e con quale conteggio. Chi scegle Planetwin365 per la continuità del palinsesto e dello streaming trova una copertura larga; chi la scegle per i cartellini deve verificare prima, e verificare da sé.

Betfair: exchange, quote maggiorate e regole proprie

Betfair, concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., è il caso anomalo del gruppo perché al bookmaker tradizionale affianca il betting exchange, ammesso in Italia come gioco separato ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, dove il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i giocatori (art. 2, lett. u).

Sul prodotto, l’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sono i mercati che il giocatore italiano riconosce, con l’aggiunta di un’area di combinazioni costruite per alzare il prezzo.

Il capitolo exchange merita la precisione, perché è qui che il costo si sposta. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava alcuna imposta sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta, e anche su questo la verifica va fatta nelle condizioni dell’operatore.

Sui punti cartellino, questa scheda non riporta nulla. Betfair entra quindi in questa lettura per ciò che la distingue davvero — una struttura in cui il giocatore può stare anche dalla parte del banco — e non per la specialità di questa pagina.

StarCasinò: casinò con bookmaker dentro, stessa società di Betsson

StarCasinò porta la concessione n. 16026 di Azzurri Limited, la stessa società che gestisce Betsson.it con la concessione n. 16027. Due siti, due titoli, un’unica azienda: è l’esempio più pulito del fatto che la concessione italiana è per sito.

Il profilo del marchio è dichiarato dall’app stessa: permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È un casinò con un bookmaker dentro, non un bookmaker con una sezione casinò, e questa differenza ha un effetto concreto su come si legge l’offerta.

Per il giocatore di cartellini l’effetto è questo: il mercato sportivo c’è, e il contesto in cui è collocato non lo mette in evidenza. Chi cerca un punto cartellino con lo stesso spirito con cui cerca una slot troverà qui un catalogo ampio, e la probabilità di leggere il regolamento prima di puntare sarà quella che è. Il confronto con Betsson è immediato: due siti della stessa società, due posizionamenti diversi, e nessuna delle due schede che documenti il conteggio cartellini.

Chi punta sui cartellini e si trova davanti a due piattaforme della stessa azienda ha una domanda da porsi, e la risposta non sta nell’elenco ADM: se le condizioni del mercato siano le stesse sui due siti o cambino con il marchio. Le condizioni dell’operatore sono l’unico posto dove verificarlo. E chi confronta dieci operatori farebbe bene a ricordare che due delle dieci righe sono, alle spalle, la stessa mano.

NetWin: il giro di 3 volte il deposito e le esclusioni

NetWin, concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., è in questa pagina il caso in cui il costo di un’offerta si misura direttamente.

Per sbloccare il bonus Sport-50 il conteggio è netto: un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00. Restano fuori sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Non è un requisito impossibile, e non è nemmeno leggero: 7 giorni sono una finestra breve per accumulare il volume richiesto, e l’esclusione delle scommesse live e di quelle chiuse in anticipo toglie proprio le due modalità che un giocatore userebbe per accelerare.

Proviamo a dare un ordine di grandezza, partendo da uno scenario illustrativo: un deposito di 50 € e un requisito di 3 volte il deposito comportano 150 € di giro complessivo. Su una quota minima di 2,00 per evento e con multiple da almeno 3 eventi e quota totale di 10.00 (esempio: tre selezioni a 2,15 ciascuna, per un totale di circa 9,94; quattro selezioni a 1,80, per un totale di circa 10,50), il volume richiesto corrisponde a poche schedine. Giocando una ventina di euro per schedina si parla di circa sette o otto giocate: il vincolo non è il numero, è la finestra di 7 giorni.

Questo è il punto in cui un’offerta smette di essere una vetrina e diventa una condizione operativa. Chi apre il conto il lunedì e ha il tempo di seguire le partite durante la settimana completa il giro senza accorgersene; chi deposita il venerdì, con la sola giornata di domenica utile, deve costruire schedine più grandi, e schedine più grandi significano quote più lunghe e oscillazioni più ampie.

Sui cartellini NetWin non dice nulla in questa scheda, e non è una sorpresa: il marchio entra nel confronto per l’offerta, non per il regolamento. La conseguenza pratica è una sola, e vale la pena dirla senza giri: chi pensa di usare i cartellini come mercato per il giro del bonus deve verificare prima se il mercato contribuisce, e se la quota minima di 2.00 per evento sia raggiungibile su un mercato cartellini. La quota minima è per evento, e su un mercato con due o tre esiti le quote disponibili non sono sempre quelle che si immagina.

Goldbet: i cartellini tra i mercati di calcio

Goldbet entra in questa pagina per una ragione precisa: tra i mercati di calcio dell’app, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini. È l’unico caso, nella tabella dei dieci, in cui i cartellini compaiono accanto ai mercati principali tra quelli elencati dall’app.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e con la registrazione si può ricevere un bonus di benvenuto. È una struttura di prodotto completa e generalista, senza specializzazioni dichiarate.

La cosa da notare è che la presenza dei cartellini nell’elenco dei mercati è la notizia utile, e il dettaglio che manca è l’unico che conta davvero: come vengono contati i punti. Nella tabella comparativa i cartellini di Goldbet compaiono accanto a 1X2 e marcatori senza un conteggio dichiarato nello stesso punto, mentre il regolamento cartellini di William Hill è pubblico nei dettagli. Chi ha letto le righe precedenti conosce già la differenza, ma è la disapparità a essere la notizia: due operatori che offrono lo stesso mercato lo documentano con due livelli di dettaglio diversi.

Il valore di Goldbet in questa lettura è quindi preciso. Chi vuole giocare un mercato di calcio diverso dal solito su un operatore con un catalogo ampio lo trova qui; chi vuole sapere in anticipo cosa succederà al proprio punteggio cartellino deve andare nelle condizioni dell’operatore, perché la menzione nell’elenco dei mercati non è una regola.

SNAI: cartellini, tiri in porta, rigori e My Combo

SNAI, concessionaria con la società Sisal Italia S.p.a. — la stessa che compare per Sisal, con un titolo diverso — propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal. La presenza dei cartellini è quindi dichiarata, ma in forma di elenco: il mercato c’è, la regola di conteggio non è in questa scheda.

L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con i mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. C’è poi la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

My Combo è la funzione più interessante per chi legge questa pagina dal lato del costo, e la ragione è aritmetica: una quota unica che tiene insieme pronostici di partite diverse è una quota composta, e in una quota composta ogni leg porta con sé il margine del proprio mercato. Unire una My Combo di calcio con una di tennis dentro un biglietto unico produce un prezzo che si allontana progressivamente dalla somma delle probabilità reali degli eventi. Chi costruisce biglietti multi-sport — comportamento tipico di chi gioca prodotti combo — paga questa composizione in modo meno visibile di chi gioca una singola.

Sui cartellini, SNAI dichiara la presenza del mercato e lascia al regolamento sportivo il compito di dire come si contano i punti. Per chi punta su tiri in porta e rigori, la verifica da fare è la stessa: il referto. In un mercato che si decide sul verbale, la fonte del referto conta più della quota.

Quanto costa il gioco illegale, in euro e in diritti

Chi chiude questa pagina con una domanda semplice — conviene un sito senza concessione? — ha già la risposta nelle sezioni precedenti, ma vale la pena metterla in fila.

Un operatore privo di concessione non è collegato al RUA, non è sottoposto alla vigilanza di ADM, non è tenuto agli strumenti di autolimite dell’art. 15 e non ha una sede legale italiana. In compenso paga anche lui un prezzo: è esposto al blocco DNS, e il blocco non è un incidente tecnico ma una procedura ordinaria, con 11.481 domini oscurati complessivamente a un certo punto del 2025, secondo la stampa di settore, decine o centinaia di nuovi domini a ogni aggiornamento e mirror che ricompaiono in poche ore. Un giocatore che si affida a un sito oscurato scopre ogni volta da capo dove sia il proprio saldo.

E c’è la parte che non si misura in comodità. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM riporta il 28 febbraio 2024, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari, e prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi accettate all’Estero. L’importo dell’ammenda non risulta. Non serve aggiungere che un mercato cartellini, che si gioca su un conto anonimo e si referta su un regolamento straniero, è il posto meno indicato per trovarsi in quella situazione.

La conclusione di questa parte è la più concreta della pagina: un conto aperto su un concessionario ADM costa in margine, in requisiti, in limiti. Un conto aperto altrove costa in qualcosa che non ha prezzo in euro e non si ripara dopo. Chi punta sui cartellini e vuole davvero sapere cosa paga, paga la prima cosa.

Domande frequenti sui cartellini e sulle concessioni

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il sito, controllando che compaia con il proprio codice e con il nome della società. Poiché il titolo è per sito, la verifica va fatta su quell’indirizzo .it e non sul marchio in generale.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota: 100 € a quota 1,85 restituiscono 185 €, con 85 € di utile netto. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo. Il risultato è lordo, e comprende quindi la puntata restituita.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti, cioè 1 diviso la quota di ciascuno. I due esiti di un mercato illustrativo a 1,90 più 1,90 danno circa il 105,3 %: quella parte oltre il 100 % è la quota di ingresso, e il ritorno si aggira intorno al 95 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si scegle un limite settimanale o mensile, e alcune condizioni chiedono anche un tetto di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore, e conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è vigilato da ADM e non offre gli strumenti di autolimite previsti. È esposto al blocco DNS, è oscurato per ordinanza, e come ADM ricorda il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Scritto dal team di «Operatoriitaliani».

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