Scommesse sul baseball 2026: il margine si mangia il 5,3 % di ogni quota

Updated Ottobre 2026
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Dati e condizioni verificati al 30 Ottobre 2026, confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e con i termini e le condizioni dei singoli operatori.

Il baseball è il posto più onesto e più crudele del palinsesto italiano. Onesto perché il mercato è quasi sempre a due esiti — non ci sono le tre strade del calcio, dove il pareggio regala al bookmaker una copertura che non deve nemmeno comprare. Crudele perché su due soli esiti si paga il conto intero: una partita di Major League si gioca 162 volte a stagione, si accende alle due di notte italiane e lascia al bookmaker una forbice che non si nasconde dietro nessuna terza colonna. Chi apre una schedina sulla MLB con l’idea di trovare il «valore» deve fare i conti con un margine che parte da poco più del cinque per cento e, su alcune partite, si allarga verso l’otto. Non è il peggior mercato del palinsesto. Non è nemmeno il più generoso.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La Major League Baseball ha 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare.

##2026 Panoramica — come funziona il mercato del baseball

Il baseball arriva sui siti italiani per una strada precisa e vale la pena seguirla fino in fondo, perché spiega sia l’ampiezza dell’offerta sia i suoi limiti. Un bookmaker che raccoglie giocate in Italia ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito; il palinsesto — cioè il programma degli eventi e delle tipologie di giocata — è preparato dal concessionario e approvato dall’agenzia, e ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. Tradotto per chi scommette: il baseball non compare perché qualcuno lo ha deciso in una riunione commerciale, ma perché quel singolo evento è stato autorizzato e inserito. Da qui una conseguenza che nessuna classifica dei bookmaker spiega: due operatori perfettamente legali possono avere un palinsesto baseball molto diverso per profondità, e nessuno dei due sta sbagliando niente.

Il nucleo del prodotto è la scommessa a quota fissa. La quota è quel numero — 1,85, 2,40, 1,62 — che trasforma una puntata in una vincita potenziale, e che contiene già dentro di sé il compenso del bookmaker. Su un mercato a due esiti la somma delle probabilità implicite delle due quote supera sempre il cento per cento, e quel poco che avanza è il margine. Nel calcio, con tre esiti, l’operatore può permettersene uno più stretto e restare in equilibrio; nel baseball l’esposizione su ciascuno dei due lati è piena e la forbice si apre. È il motivo per cui il confronto tra bookmaker, sul baseball più che altrove, vale la pena di essere fatto prima di caricare la schedina.

Sul gioco responsabile il quadro è semplice: i self-limits e i limiti di deposito che il giocatore sceglie all’apertura del conto sono gli unici argini reali che il singolo può stringere, e nel baseball — sport notturno, campionato lunghissimo, partite quasi quotidiane — un argine stretto serve più che in qualsiasi altra disciplina. Il numero di occasioni di gioco è la vera variabile di rischio, non l’importo della singola puntata.

Panoramica delle tipologie di giocata che il baseball mette in vetrina

La schedina italiana conosce tre forme: la singola, la multipla (o combinata) e il sistema. Sul baseball la singola è la voce naturale, la multipla è quella che gli operatori spingono di più perché moltiplica l’esposizione dell’esito su più partite, e il sistema è la forma cara e complicata che pochi giocatori usano bene. Accanto a queste, il live: ogni grande operatore italiano offre mercati in corso di partita, e sul baseball il live ha una caratteristica che gli altri sport non hanno. Il punteggio cambia in modo discontinuo — un inning da tre punti capovolge la lettura dell’incontro in due minuti — e la quota a metà partita racconta cose che la quota pre-partita non poteva sapere. Chi guarda le quote del live, però, paga per l’informazione quella forbice un po’ più larga che il pre-match non chiede.

C’è poi un dettaglio di vocabolario che separa chi ha già letto qualcosa da chi no: nel baseball non si scommette solo sull’esito. Le tipologie ricorrenti sulle partite di Major League sono la moneyline — chi vince, senza handicap —, il run line (il mercato con handicap di 1,5 punti, che è il figlio diretto dell’handicap asiatico nel calcio), il totalizzatore sui punti complessivi della partita (over/under sulle corse), e i mercati sulle singole riprese. In Italia questi nomi convivono con le etichette classiche: 1X2 non ha senso su una partita che non può finire in parità se non dopo gli inning supplementari, quindi il mercato si presenta come «testa a testa» o «chi vince l’incontro», mentre Under/Over, DNB e handicap restano quelli che già conosci.

Il meccanismo della quota: dove finisce il tuo euro

Ogni euro puntato entra in un secchio. Una parte torna indietro come vincita ai giocatori che indovinano, un’altra resta al bookmaker come ricavo lordo su quel mercato, e una terza finisce allo Stato sotto forma di imposta unica versata dall’operatore sulla differenza tra le puntate raccolte e le vincite pagate. Il giocatore vede solo il primo pezzo, cioè la quota. È una semplificazione, ma è la semplificazione che conta quando si decide dove giocare, perché due operatori con lo stesso palinsesto e la stessa tassazione possono decidere di tenersi percentuali diverse.

Il panorama dell’offerta: individuale, squadra e mercati collegati

Nel baseball convivono tre famiglie di giocate che il giocatore italiano confonde spesso in una sola. La prima è la giocata sull’incontro — chi vince, con o senza handicap, oppure quanti punti si segnano in totale. La seconda è la giocata sulla prestazione individuale: il lanciatore che concede, il battitore che colpisce, il numero di fuoricampo. La terza è la giocata di sistema, cioè la multipla che lega partite diverse con l’idea di alzare la quota complessiva. Sono tre livelli di difficoltà molto diversi e — nell’economia della pagina che stai leggendo — tre livelli di costo diversi, perché la multipla moltiplica anche il margine che il bookmaker incassa su ogni singolo evento che la compone.

Un errore che si vede spesso nelle discussioni sui forum italiani è trattare il baseball come il calcio con un nome diverso. Non lo è, e il mercato reale lo dimostra: la profondità dell’offerta dipende da dove si gioca la partita. Sulla Major League un operatore italiano può permettersi decine di mercati per incontro; su un campionato asiatico o su una serie universitaria la scelta si riduce a poche voci, spesso alla sola moneyline. Il motivo è economico prima che tecnico: più è sottile il mercato, più è difficile trovare un prezzo equo, e il bookmaker che non sa prezzare un evento preferisce non offrirlo o offrirlo con una forchetta più larga.

##2026 Normativa italiana: concessione, vigilanza, giurisdizione

L’unica domanda che conta davvero sulla legalità, per chi legge dall’Italia, è anche la più semplice: questo sito ha la concessione? La risposta sta in un documento pubblico. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — ADM, che il mercato continua a chiamare «AAMS» — tiene un «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»: un registro di righe numerate, ciascuna legata a un sito .it, con un codice di concessione a cinque cifre. Nella lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco contava 52 righe con codici da 16000 a 16051. La concessione è per sito e non per azienda, ed è questo il punto che sfugge a quasi tutti: un concessionario può gestire più siti, e la stessa società può comparire più volte nell’elenco. Un nome sul registro, però, non è una promessa di offerta sportiva — ci torneremo tra un momento, perché è il fraintendimento più costoso di tutta la materia.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
I Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7.

Come si verifica la concessione ADM di un bookmaker

La verifica richiede due minuti e nessun intermediario: si apre l’elenco pubblicato da ADM, si cerca il nome del concessionario e si controlla che la riga riporti il sito su cui si sta per giocare. L’elenco ha una struttura rigida — codice e dominio — e non ha colonne descrittive. Non dice quali giochi offre quel concessionario, non dice se il sito ha un bookmaker sportivo, non dice nulla sulla qualità del prodotto. È un registro di autorizzazioni, non una guida.

Fatto il controllo sul registro, il secondo passaggio è la pagina dei termini e delle condizioni dell’operatore, dove il concessionario dichiara il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale. Se il numero che compare nei termini coincide con la riga dell’elenco e il dominio è lo stesso, la verifica è chiusa. Se il dominio è diverso — un .com, un sito con un nome simile ma non identico — si è usciti dal perimetro della concessione italiana, e da quel momento cambiano le regole, le tutele e le conseguenze per il giocatore.

Che cosa può stare nel palinsesto e che cosa no

Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire da remoto con una concessione: alla lettera a) stanno le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli; seguono, tra le altre, le scommesse a totalizzatore sportive e ippiche, l’ippica nazionale, i giochi di abilità, il bingo e — lettera e) — le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange. Le concessioni messe a gara sono al massimo nove anni, senza rinnovo automatico, e si ottengono per gara pubblica: non sono licenze aperte. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Il baseball, quindi, sta dentro il perimetro — è uno sport, si scommette a quota fissa, la lettera a) lo copre. Ma il perimetro non è un elenco di mercati. L’art. 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e su un evento fuori dal palinsesto approvato non si può raccogliere una giocata. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore. Quali campionati di baseball stiano dentro il palinsesto, in questo momento, non è cosa che si possa sapere dall’esterno — lo si vede aprendo il programma dell’operatore e controllando se la partita che interessa c’è. Il libro del palinsesto non è pubblico nel dettaglio, e nessuna tabella di questa pagina può sostituire quel controllo.

Sul betting exchange la legge è esplicita: è un gioco separato, alla lettera e) dell’art. 6, comma 1, e l’art. 2, lettera u) chiarisce che il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava alcun prelievo sulle vincite, perché l’imposta cade sul concessionario. Quali operatori gestiscano oggi un exchange e con che commissioni è materia che va letta nei termini del singolo sito.

Siti oscurati, sanzioni e la zona senza tutela

Offrire gioco a chi sta in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga due liste pubbliche: quella dei siti legali, legati ai concessionari, e quella dei siti con accesso inibito. Chi rompe un ordine di inibizione — fornitori di connettività e prestatori di pagamento — è sanzionato da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso; il blocco lavora a livello di DNS e qualche operatore di rete resta indietro; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ogni volta, mentre i cloni ricompaiono in poche ore. Il termine esatto, nel gergo del settore, è «oscurati».

C’è poi il lato che riguarda direttamente chi punta. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’art. 4, è citata da ADM in una nota del 28 febbraio 2024 in questi termini: la legge «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come l’agenzia stessa la enuncia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Vale la pena mettere le due situazioni una accanto all’altra senza addolcire nessuna delle due: una concessione ADM porta con sé il collegamento al RUA, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuno di questi, è esposto all’oscuramento DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla. Quella zona è descritta, senza fare nomi, come priva di tutele: nessun limite obbligatorio, nessun RUA, nessun riferimento nazionale in caso di controversia sui pagamenti.

Gioco responsabile: prevenzione, tutela, protezione

Il quadro degli strumenti di tutela in Italia è più ricco di quanto la pubblicità lasci intendere, e riguarda ogni concessionario. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone una serie di misure: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

RUA e autoesclusione: cosa succede quando si chiude il conto

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il meccanismo centrale. Chi vi entra viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e nelle sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra le due discipline non è un dettaglio burocratico: una finestra che parte da sette giorni rende l’autoesclusione utilizzabile anche come pausa breve e non solo come ultima ratio, e una revoca possibile dopo nove mesi dà all’esclusione a tempo indeterminato un orizzonte che prima non aveva.

Il punto che nessuna pagina promozionale mette in evidenza è che il registro copre solo il perimetro autorizzato. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si iscrive lì non è protetto da nulla: l’autolimite che credeva di essersi messo addosso non esiste su quel dominio. È l’argomento più concreto a favore del registro, e vale più di qualunque slogan sul gioco responsabile.

Limiti di deposito e identificazione del conto

All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di registrazione, l’abbassamento che ha effetto immediato e i sette giorni di attesa per alzarlo. La asimmetria è voluta e va letta per quello che è: stringere è gratis, allargare costa una settimana. In fase di registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa regola — riduzione immediata, aumento dopo sette giorni. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è pubblica.

Sull’identità il quadro è altrettanto rigido, e non è un formalismo: un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Oltre alla registrazione classica con documento, alcuni operatori offrono l’accesso tramite SPID e CIE; per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto pone la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Dove si chiede aiuto

Per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e nella stessa scheda è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero, e i servizi pubblici che vi stanno dietro, restano il riferimento anche per chi gioca altrove. Un conto sospeso o un prelievo bloccato non sono la stessa cosa di un problema di gioco, ma entrambi passano dalla stessa porta: il servizio clienti dell’operatore prima, e i canali pubblici quando la questione smette di essere tecnica.

Strategia e analisi: bankroll, analitica, tendenza

Sul baseball la parte analitica è più accessibile che altrove e, allo stesso tempo, più facile da sbagliare. La ragione sta nel calendario: 162 partite di stagione regolare per squadra significano che le statistiche si accumulano in fretta, che il campione non è mai davvero piccolo e che le serie di risultati — le «strisce» — sono quasi sempre rumore. Chi guarda il baseball con l’occhio del calcio tende a leggere una striscia di cinque vittorie come un segnale. In un campionato da 162 partite è quasi la norma statistica, non una tendenza.

Bankroll: la variabile che nessun operatore ti chiede di dichiarare

Il bankroll è la somma che si è deciso di mettere a disposizione del gioco, e nel baseball ha una caratteristica particolare: la frequenza. Le partite si giocano quasi ogni giorno, spesso in orari incompatibili con la vita normale, e il numero di occasioni di puntata in una settimana è molto più alto che in un campionato di calcio. Un bankroll che sul calcio dura un mese, su un calendario di Major League può bruciarsi in due settimane non per sfortuna, ma per semplice aritmetica delle occasioni. È qui che il limite di deposito settimanale smette di essere un adempimento burocratico e diventa lo strumento utile: fissarlo prima di aprire la prima schedina è più facile che rispettarlo dopo.

Statistiche e probabilità implicite: leggere una quota come un numero

La quota è una probabilità travestita. Dividendo uno per la quota si ottiene la probabilità implicita che il bookmaker le attribuisce: una quota 1,90 vale circa il 52,6 %, una quota 2,40 circa il 41,7 %. Sommate, le due probabilità di un mercato a due esiti superano il cento per cento, e la differenza è il margine. Chi impara questo piccolo passaggio smette di guardare le quote come numeri e comincia a guardarle come prezzi, che è l’unico modo di confrontare due operatori sullo stesso evento. Il resto — le statistiche dei lanciatori, i rendimenti in battuta, i parchi di gioco — serve a farsi un’idea della partita, non a trasformare una probabilità in una certezza.

Consigli che non sono pronostici

Su questo la posizione va detta chiaramente: nessuno sa chi vincerà una partita di baseball, nemmeno chi ha il modello migliore. Le partite che sembrano più sicure sono quelle in cui la quota è più bassa, e la quota più bassa è precisamente il punto in cui il margine del bookmaker costa di più in rapporto alla vincita potenziale. La disciplina utile non è prevedere meglio, è scegliere il mercato, il bookmaker e la tipologia di giocata in modo che il costo implicito sia il più basso possibile. Il resto è intrattenimento, ed è giusto che lo sia — purché sia chiaro che lo è.

Calendario e competizioni: dove si gioca, quando si gioca

Il baseball che un italiano trova nel palinsesto è quasi sempre lo stesso: la Major League. La MLB ha 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare. La postseason porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni a ottobre, che si chiude con le World Series al meglio delle sette tra le due campioni di lega. Al di sotto di questo livello il palinsesto si assottiglia rapidamente, e per un motivo economico: la visibilità di un campionato asiatico o di un torneo universitario è bassa, il numero di scommettitori disposti a giocarlo è minimo e il bookmaker che accetta quel rischio deve chiedere di più per coprirsi.

Sul piano internazionale il governo dello sport fa capo alla World Baseball Softball Confederation, la federazione internazionale di disciplina. In Italia il baseball ha una tradizione vera, con un campionato nazionale che nel gergo locale si chiama Italian Baseball League, ma non è quello che riempie le liste dei bookmaker sportivi: il volume, anche da noi, arriva dagli Stati Uniti.

Calendario e stagione: perché a febbraio non c’è quasi nulla da giocare

La stagione regolare di Major League parte in primavera e finisce a fine settembre, con la postseason che occupa ottobre. Chi cerca scommesse sul baseball a febbraio trova un palinsesto magro: il calendario statunitense è fermo, l’offerta si riduce ai campionati invernali di altre aree del mondo e ai mercati a lungo termine. È una stagionalità che conviene conoscere prima di valutare un operatore, perché il giudizio su un bookmaker cambia moltissimo a seconda di quando lo si guarda: lo stesso sito che a luglio offre dieci mercati per partita a gennaio può non offrire nulla.

Un secondo effetto del calendario riguarda gli orari. La maggior parte delle partite di MLB si gioca nelle ore notturne italiane, e questo sposta l’esperienza del gioco in diretta: il live sul baseball è un’attività per chi è sveglio alle tre di notte, non per chi passa dalla schedina durante la pausa pranzo. Chi vuole soprattutto pre-match non ha problemi; chi ama il live deve mettere in conto l’orario, che è parte del costo dell’offerta.

Fondamenti del gioco: come si assegna un risultato

Vale la pena fissare le regole, perché molti mercati si spiegano da lì. Una partita si compone di nove inning, con tre eliminazioni per ogni mezzo inning; se il punteggio è pari dopo nove inning si giocano inning supplementari. Tre strike fanno uno strikeout e quattro ball fanno una base per ball; ogni squadra schiera nove giocatori in campo. Il punto che più spesso sorprende chi arriva dal calcio è che la partita può durare undici inning, come è successo nella gara 7 delle World Series 2025, e che questa eventualità ha un effetto diretto sui mercati: una giocata sul numero totale di punti cambia di senso se la partita si allunga, e le regole di liquidazione di ogni mercato — comprese quelle sugli inning supplementari — stanno nei termini dell’operatore, non in un regolamento unico.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli.

Sul baseball la legge consente anche il totalizzatore, cioè il montepremi in comune, accanto alla quota fissa, ma se qualche marchio online italiano offra davvero scommesse di questo tipo sul baseball non è dato sapere. Alle scommesse su eventi simulati — i «Virtuali», definiti dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato — la legge riserva un trattamento fiscale proprio; si giocano anche su altri sport.

Fondamentali e albo d’oro: chi ha vinto e chi vince di più

I nomi che un appassionato incontra aprendo un palinsesto baseball sono una mezza dozzina, e la storia recente ne ha cambiata qualcuna. I New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli. I Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7; l’MVP è stato Yoshinobu Yamamoto. Per chi gioca questo sport l’albo d’oro non è un criterio di previsione — una squadra forte paga comunque una quota bassa, e la quota bassa è il costo — ma è il modo più rapido per riconoscere i club di cui si parla nei mercati a lungo termine, tipo il titolo di lega o le World Series.

I Toronto Blue Jays hanno perso quella serie al settimo incontro dopo essersi trovati davanti, un esito che la cronaca racconta come una rimonta subita. Chi guarda oggi il calendario della nuova stagione trova negli elenchi degli operatori anche i mercati sulle serie: chi vince la division, chi arriva alle World Series, chi vince la National League e chi l’American League. Sono mercati a lunga scadenza, con margini tipicamente più larghi di quelli di partita, e vanno letti con la stessa attenzione al costo.

Classifica dei migliori bookmaker per il baseball: criteri e valutazione

Questa non è una graduatoria per bravura né un invito a iscriversi da qualche parte. È un elenco di dieci siti con concessione ADM che hanno nel proprio catalogo fatti verificabili sul prodotto sportivo, ordinati per quello che le loro stesse condizioni e schede dichiarano. Su un mercato con 52 concessioni attive, dieci nomi non sono il mercato: sono un campione ragionevole per confrontare come si comportano operatori molto diversi fra loro su un mercato a due esiti.

Un chiarimento che vale per ogni riga della tabella e per ogni recensione che segue: comparire nell’elenco ADM non significa avere un bookmaker sportivo completo. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Il nome sul registro dice che quel sito è autorizzato a operare in Italia; dice che quel sito offre scommesse sportive solo la sua pagina, la sua app e le sue condizioni. Diverse marche di questa lista sono casinò-first con un bookmaker accanto, e non c’è nulla di irregolare: c’è solo una differenza che il giocatore di baseball deve pesare.

I criteri che ho usato per evaluare un operatore sul baseball

Il primo criterio non è un’opinione, è un controllo: la riga nell’elenco ADM con codice di concessione e ragione sociale, verificata nella pagina dei termini dell’operatore. Il secondo è la profondità e la natura dell’offerta sportiva così come l’operatore stesso la descrive — una casa che dichiara battuta tipologie di giocata su più di venti sport con risultati in diretta non è la stessa cosa di una che annuncia «varie tipologie di scommessa sportiva» senza dire quali. Il terzo è la presenza o l’assenza di baseball tra gli sport nominati, che nel campione è un dato raro e quindi prezioso.

Il quarto criterio è il costo, che nessun operatore pubblica: il margine incorporato nelle quote. Non si vede in una pagina promozionale, si misura solo confrontando le quota sullo stesso evento. Il quinto è la sostanza delle condizioni d’uso: limiti, strumenti di tutela, verifica dell’identità. Ho lasciato fuori l’estetica dell’app e la simpatia del marchio, che non dicono niente sul costo di una giocata.

Panoramica: tabella di confronto dei dieci operatori

Operatore Numero e titolare della concessione ADM Quello che le sue condizioni dichiarano sull’offerta Baseball nominato tra gli sport
Planetwin365 concessione 16007, Pwo S.p.a. l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta no
AdmiralBet concessione 16048, Admiral Bet S.r.l. in registrazione richiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni no
William Hill concessione 16044, William Hill Malta Plc l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 no
Betfair concessione 16028, Betfair Italia S.r.l. l’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate no
BetFlag concessione 16008, Betflag S.p.a. il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € no
Betsson concessione 16027, Azzurri Limited l’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo no
StarCasinò concessione 16026, Azzurri Limited l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò no
SNAI concessione 16032, Snaitech Spa l’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out no
Goldbet concessione 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport no
NetWin concessione 16035, Netwin Italia S.p.a. l’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score sì

La colonna che salta all’occhio è l’ultima, ed è quasi vuota: di dieci operatori con concessione italiana, uno solo nomina il baseball tra gli sport su cui accetta giocate. Non significa che gli altri nove non lo offrano — significa che le loro descrizioni pubbliche non lo citano, e che per saperlo bisogna aprire il programma di quel singolo sito e cercare la partita. Con un mercato a due esiti, un campionato notturno e un pubblico italiano ridotto, il baseball resta un prodotto di nicchia nel palinsesto, e la nicchia si vede.

La seconda colonna racconta un’altra disparità. Ci sono operatori la cui descrizione parla di più di venti sport con risultati in diretta, e altri che si limitano a rimandare alle proprie promozioni. In mezzo, tre casi interessanti: chi costruisce l’offerta intorno a una funzione — il Cash Out di SNAI, i mercati combo e Supercombo di Betfair — e chi la costruisce intorno a un bonus ricorrente, come il club di William Hill legato alla Serie A. Nessuno di questi elementi è baseball, ed è esattamente il punto: le comunicazioni degli operatori italiani parlano di calcio, e il baseball vive nelle pieghe del catalogo.

##2026 I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno

Planetwin365: venti sport in vetrina, nessuna riga dedicata alla MLB

Planetwin365 è un concessionario storico del mercato italiano, con la concessione 16007 intestata a Pwo S.p.a. La sua app dichiara una copertura che è un manifesto del calcio nostrano: i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e le competizioni continentali come Champions League, Europa League e Conference League, accanto a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta. Quel «più di 20» è la parte interessante per chi cerca il baseball, perché un catalogo così ampio difficilmente esclude uno sport di squadra con un seguito reale in Italia. Ma è un’inferenza, non una dichiarazione, e sul costo di una giocata non dice nulla.

L’ampiezza del catalogo ha un rovescio che conviene considerare: un operatore che copre venti sport e sette campionati di calcio concentra la propria attenzione commerciale dove sta il volume. Il baseball, su un sito del genere, tende a ricevere una quota di mercato ridotta e una profondità di mercati proporzionale all’interesse che raccoglie. Per chi vuole giocare una partita di MLB con qualche mercato in più della sola moneyline, questo è un punto da verificare direttamente nel palinsesto prima di aprire il conto. La concessione è solida, la struttura è quella di una casa generalista ben attrezzata; il baseball, se c’è, non è la ragione per cui è stata costruita.

AdmiralBet: la tutela come argomento di vendita

AdmiralBet, concessione 16048 di Admiral Bet S.r.l., costruisce parte della propria comunicazione sugli strumenti di controllo. In fase di registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo 7 giorni. È una configurazione più granulare della media italiana, dove spesso ci si ferma al limite di deposito settimanale o mensile. Le sue condizioni prevedono inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Sul piano del costo per il giocatore di baseball, questa configurazione non cambia di un centesimo il margine di una quota. Cambia il rischio. Un campionato che si gioca quasi ogni notte per sei mesi è il contesto in cui un limite di tempo impostato con prudenza lavora meglio di qualsiasi buon proposito, e AdmiralBet è l’unico operatore del campione le cui condizioni pubblicate lo mettono per iscritto con questa granularità. Chi scommette sul baseball con continuità ha qui un argomento concreto, anche perché la sua offerta sportiva non è descritta intorno al baseball in modo specifico: il valore, per questo lettore, sta nelle condizioni e non nella vetrina.

William Hill: la freebet che non vale quello che promette

William Hill, concessione 16044 di William Hill Malta Plc, offre un incentivo ricorrente legato al calcio italiano: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Il requisito della quota totale minima 10.0 è il cuore della faccenda, e conviene leggerlo con attenzione. Cinque eventi con quota complessiva almeno dieci non sono una giocata prudente: sono cinque partite di cui bisogna indovinare tutti gli esiti.

Il giocatore di baseball che guarda questa promozione deve fare un passo indietro. La freebet è legata alla Serie A e alla sua stagione, quindi non è spendibile sulla MLB; e anche se lo fosse, il costo di qualificazione — una multipla da 20 € a quota totale 10.0 — è molto più alto del valore nominale del premio. Chi gioca su William Hill per il baseball lo fa per l’offerta sportiva, non per l’Extra Bet Club, e la copertura calcistica molto ampia è lì a ricordare dove l’operatore punta le proprie risorse.

Betfair: exchange, combo e mercati costruiti a mano

Betfair, concessione 16028 di Betfair Italia S.r.l., è il nome che porta con sé la storia del betting exchange in Italia. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È l’operatore del campione che più esplicitamente costruisce il prodotto intorno a formati di giocata combinati, e questo ha una lettura diretta nei termini di costo: le combo e le Supercombo sono mercati progettati dall’operatore, con margini che l’operatore stesso decide caso per caso.

Chi apprezza l’idea di un mercato che non esiste altrove trova qui qualcosa che gli altri nove non offrono. Chi cerca il baseball, invece, non trova nella descrizione alcun riferimento a questo sport, e la profondità reale va verificata nel palinsesto. La concessione 16028 è la stessa che la stampa di settore indica come primo exchange italiano, e la sua documentazione riporta regole specifiche per i conti sull’exchange, come la puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50: sono dettagli tecnici che contano solo per chi usa quella modalità, ma dicono che l’operatore non è una copia degli altri.

BetFlag: il bonus più grande del campione e la sua aritmetica

BetFlag, concessione 16008 di Betflag S.p.a., espone il bonus di benvenuto più alto di questo elenco: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un pacchetto ad accesso condizionato al deposito, e la prima cosa da dire è quella che il «100 %» nasconde bene: per ottenere i 5.000 € bisogna depositarne altrettanti. La seconda è che un bonus da 100 € non è cento euro di valore per il giocatore, perché va giocato alle condizioni che l’operatore stabilisce e perché ogni giocata paga il margine del mercato.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Un’offerta di questa dimensione, su un operatore che mette in prima pagina la verifica dell’identità e un tetto elevato, è pensata per chi intende depositare somme consistenti. Chi gioca il baseball una volta ogni tanto con cinquanta euro non è il destinatario di questa promozione, e non deve lasciarsi impressionare da un tetto che non toccherà mai.

Betsson: casinò e bookmaker nello stesso saldo

Betsson, concessione 16027 di Azzurri Limited, è la prima delle due marche della lista che appartengono allo stesso concessionario. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è per sito, non per azienda, ed è per questo che Betsson e StarCasinò compaiono come due righe distinte pur facendo capo alla stessa società: la stessa verifica va fatta separatamente, e il fatto di trovare Azzurri Limited su entrambe le righe è la conferma che il controllo è stato eseguito bene.

Il catalogo dichiarato è ampio e in lingua dell’operatore, ma non nomina il baseball e non dice nulla sulla profondità dei mercati su uno sport di nicchia. Chi cerca l’uno o l’altro dei due marchi del gruppo per giocare la MLB deve quindi partire dal palinsesto, non dalla pubblicità. Il vantaggio pratico di un gruppo che gestisce un bookmaker e un casinò sotto lo stesso tetto societario sta nell’infrastruttura condivisa, non nel prodotto baseball, che resta da verificare caso per caso.

StarCasinò: il bookmaker arriva come completamento

StarCasinò, concessione 16026, sempre di Azzurri Limited, è il caso più chiaro di operatore casinò-first con un bookmaker accanto. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La formula «varie tipologie» è volutamente generica e non permette di sapere se e quanto il baseball entri nell’offerta: chi lo vuole deve aprire il palinsesto e cercarlo.

Per un lettore che arriva da questa pagina con l’intenzione di giocare la MLB, la domanda corretta non è se StarCasinò abbia o meno il baseball — è che cosa stia cercando. Se la risposta è un bookmaker specializzato con decine di mercati per partita, il marchio non è costruito per questo. Se il gioco principale è il casinò e la schedina sportiva è un contorno, la verifica sulla concessione resta comunque identica e il nome Azzurri Limited sulla riga 16026 la chiude. Nessuna delle due situazioni è un difetto; sono due usi diversi dello stesso registro.

SNAI: la funzione che ti fa uscire prima della fine

SNAI, concessione 16032 di Snaitech Spa, è il caso in cui il costo e la comodità si incontrano nello stesso punto. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Nel campione è l’operatore che descrive la più ricca varietà di mercati su singoli aspetti della partita, e questa è una competenza che si trasferisce bene a uno sport con molti eventi discreti come il baseball.

Il Cash Out merita una riga a parte perché è l’unico strumento di questa lista che cambia il profilo di rischio di una giocata già in corso. Chiudere prima della fine ha un prezzo: la proposta di chiusura incorpora quello che l’operatore ritiene di dover guadagnare sulla situazione, quindi non è mai un regalo. Ma su una partita che può durare undici inning, la possibilità di uscire a metà strada è un’opzione che il giocatore di baseball apprezza più di altri. La descrizione non nomina il baseball, ed è coerente con il resto del mercato italiano.

Goldbet: sistemi, calcio e nient’altro in vetrina

Goldbet, concessione 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., dichiara la copertura più ampia in termini di formati: la sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. La frase «su altri sport» è il punto di attenzione per chi cerca la MLB: è una formula onesta ma priva di contenuto informativo, e non permette alcun confronto con chi nomina gli sport uno per uno.

Un dettaglio che vale la pena annotare: Goldbet è la società che nel registro ADM gestisce anche Lottomatica, un caso da manuale della regola per cui la concessione è legata al sito e non all’azienda. Il giocatore di baseball che arriva su Goldbet trova la stessa struttura tecnica del gruppo e un’offerta centrata sul calcio; chi cerca profondità su uno sport minore deve andare a leggerla nel palinsesto, perché la descrizione pubblica non la offre. Chi cerca una piattaforma con tutti i formati classici — live, pre-match, singole, multiple, sistemi — trova qui una copertura completa.

NetWin: l’unico che scrive la parola baseball

NetWin, concessione 16035 di Netwin Italia S.p.a., è l’unico operatore di questo elenco che nomina il baseball tra gli sport su cui accetta giocate. La descrizione è dettagliata e vale la pena leggerla per intero: la sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Non è una prova di ampiezza dei mercati, è una dichiarazione di disponibilità: il baseball c’è, ed è più di quanto dicano gli altri nove.

Il catalogo che accompagna il baseball è coerente con il profilo di un operatore che punta sulla varietà più che sul calcio di vertice: esports, golf, ciclismo, virtuali con partenze ogni due minuti. Per un giocatore italiano che cerca una casa dove trovare la MLB accanto ad altri sport minori, questa è l’indicazione più diretta di tutto il confronto — fermo restando che il numero di mercati per partita e il margine sulle quote si verificano solo aprendo il palinsesto e guardando un prezzo.

Che cosa ho lasciato fuori e perché

Cinque elementi sono rimasti fuori dai criteri. Il primo è la generosità del bonus di benvenuto, perché un incentivo condizionato non dice nulla sul costo di una giocata sul baseball e anzi sposta l’attenzione dove l’operatore la vuole. Il secondo è la velocità dei prelievi, che su questo campione non è un dato confrontabile. Il terzo è l’estetica e la velocità delle app, che è materia di gusto e non di aritmetica. Il quarto è il numero complessivo di sport dichiarati, che è una misura di ampiezza e non di profondità: un operatore con venti sport può avere due mercati per partita, uno con dieci può averne trenta.

Il quinto, e il più importante, è la quota sull’evento specifico. Nessuno di questi dieci operatori pubblica il proprio margine, e nessuna tabella può ricavarlo senza un confronto diretto sulle stesse partite. È per questo che questa pagina insiste tanto sul meccanismo: il giorno in cui il lettore confronta due quote sullo stesso incontro di MLB, questo elenco smette di servirgli e comincia a servirgli la calcolatrice.

Quanto costa una scommessa: il margine sotto la quota

Ogni quota contiene due cose: una stima della probabilità e una trattenuta. La stima è del bookmaker, opinabile; la trattenuta è aritmetica, e si può misurare. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con entrambe le quote a 1,90 — un esempio costruito per mostrare il meccanismo, non un prezzo quotato da qualche operatore. Dividendo uno per ciascuna quota si ottengono due probabilità implicite di circa il 52,6 %, che sommate fanno il 105,3 %. La quota di ritorno di quel mercato è il reciproco di quella somma: circa il 94,7 % di tutto il giocato torna indietro come vincite. Il margine è il resto, cioè all’incirca il 5,3 %.

Il risultato va letto come una banda e non come un numero secco, perché dipende da cosa l’operatore decide di fare con il proprio rischio. Su un mercato a due esiti così costruito il margine si aggira intorno al 5,3 %, e su una partita in cui i due lati non sono simmetrici — un favorito netto contro un sfavorito, che è la forma normale di una partita di MLB — la stessa forchetta si allarga e può avvicinarsi all’8 %. Il calcolo si ripete identico per ogni mercato: si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti e si prende il reciproco. Se su una partita di baseball il bookmaker offre 1,75 da una parte e 2,05 dall’altra, la somma delle probabilità implicite supera il cento per cento di un margine che sta in quella stessa banda; ed è questa la ragione per cui due operatori possono sembrare identici in home page e costare diversamente su un singolo incontro.

Pinza a due esiti e il costo di una multipla sul baseball

Una multipla è una somma di margini travestita da quota alta. Quando si combinano tre partite di MLB, le quote si moltiplicano — è la regola — e con esse si moltiplica la trattenuta che ciascuna contiene. Tre eventi a quota 1,90 danno una quota complessiva di circa 6,86: un ritorno potenziale allettante che contiene però tre volte il costo di un mercato a due esiti, cioè poco meno del 15 % complessivo nelle stesse condizioni illustrative. Non è un errore di calcolo, è la struttura del prodotto: la schedina «vincente» che il banco pubblicizza come il modo di alzare la posta è, in termini di costo per euro giocato, la forma più cara che il palinsesto offra.

Questo è il punto in cui i princìpi si incontrano con il baseball. Una partita di MLB si prezza su due esiti e con un’informazione che il bookmaker ha in abbondanza, quindi il margine della singola è già la parte più stretta della forchetta. La multipla, invece, accumula quel margine su più eventi e aggiunge il rischio di sbagliare la lettura anche di una sola partita. Chi gioca per il gusto della schedina lunga paga quel gusto tre volte: una sull’incertezza della partita, una sul margine di ogni mercato, una sulla propria capacità di indovinare tutto.

Quello che il calcolo non può dire è se una specifica giocata vincerà. Il margine è una media su un mercato, non una profezia sul singolo biglietto: un giocatore può vincere dieci multiple di fila e la banda del margine resterebbe quella che è. La stima serve a un’altra cosa — a decidere dove appoggiare la schedina e quanto giocare, non a predire il risultato. Chi la usa come previsione ha sbagliato strumento.

Domande frequenti sulle scommesse sul baseball

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi del palinsesto approvato: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno alla volta. Il baseball c’è, ma quali partite siano dentro lo si vede nel programma dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca la sua riga nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, controllando che il dominio coincida con quello su cui si gioca. Poi si confronta il numero di concessione con quello dichiarato dall’operatore nei propri termini e condizioni. La concessione è per sito, non per azienda.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €, cioè nove di profitto netto più la puntata. Su una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano fino a formare un’unica quota, che viene poi applicata alla posta giocata.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si divide uno per ciascuna quota del mercato e si sommano i risultati: la somma supera sempre il cento per cento, e quella eccedenza è il margine. Su un mercato illustrativo a 1,90 e 1,90 la somma è circa il 105,3 %, il ritorno è intorno al 94,7 % e il margine si aggira sul 5,3 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM l’imposta unica è versata dal concessionario, e la stampa di settore riferisce che le vincite arrivano al giocatore al netto, senza dichiarazione. È una lettura riportata dalla stampa, non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

All’apertura del conto si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite in fase di registrazione; una riduzione ha effetto immediato, mentre per alzarlo si aspettano sette giorni. C’è anche differenza tra un conto non ancora convalidato tramite SPID e uno attivo.

Prodotto dalla redazione di «Operatoriitaliani».

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